Ex Massa, respinto ricorso del Mibact. Il legale della ditta: "Nuovo cantiere entro l'anno"

A novembre il ministero si era appellato al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Lecce che aveva annullato le prescrizioni della Soprintendenza per il recupero dell'area. Subito dopo si era tenuto un tavolo di concertazione

L'area del cantiere, maggio 2015.

LECCE – Mentre a Lecce l’area dell’ex caserma Massa languisce nel più totale degrado – la vegetazione spontanea ne è chiara testimonianza -, da Roma giunge un segnale, forse decisivo, per la ripartenza del cantiere per la costruzione di un centro direzionale e commerciale con un parcheggio interrato da 450 posti.

La Quarta sezione del Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile il ricorso del ministero dei Beni culturali contro la sentenza del Tar di Lecce che aveva annullato la nota del giugno del 2014 con la quale la Soprintendenza aveva disposto nuovo prescrizioni alla ditta esecutrice dei lavori, De Nuzzo. Per i giudici di Palazzo Spada, che hanno accolto le tesi difensive dell’avvocato Pietro Quinto, legale dell’impresa, non è più attuale l’interesse del dicastero.

Infatti, su iniziativa dell’amministrazione comunale, era stato promosso un tavolo di concertazione, subito dopo la notizia della presentazione del ricorso al Consiglio di Stato, in modo che le parti coinvolte arrivassero ad una mediazione progettuale che potesse porre fine al contenzioso giudiziario che, a più riprese, ha bloccato i lavori. E la soluzione che ne era scaturita aveva soddisfatto in pieno il Comune, ma non altrettanto il comitato che da anni è impegnato per una valorizzazione dell’eredità storica del sito e che, sollevato da una parte per aver scongiurato il rischio di una cementificazione massiccia, si era comunque detto perplesso per il senso complessivo del restyling dell’area dell’ex caserma.

Sbloccato questo stallo si era presentato un secondo stop, in attesa che la Soprintendenza chiarisse il senso di alcune prescrizioni come quella relativa al recupero della tettoia in stile liberty – sotto la quale una tempo si svolgeva il mercato – e la valorizzazione dei frammenti archeologici ritrovati durante i lavori di scavo e di bonifica che sono costati alla ditta – che opera secondo le procedure del project financing- un’anticipazione di spesa di circa 2 milioni di euro.

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Oggi alla luce della sentenza del Consiglio di Stato “è da ritenere che – ha commentato l’avvocato Quinto - a seguito delle necessarie intese con il Comune per una rimodulazione dell’originaria convenzione, entro la fine dell’anno si potrà allestire il cantiere per un’opera che la città attende da 45 anni”, da quando cioè fu demolita l’ex caserma Massa.

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