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Recupero ex Convitto, piazzetta off limits. "Prove generali di chiusura?"

La recinzione provvisoria chiude piazzetta Carducci ai giovani che la sera si davano appuntamento sulla scale a ridosso dei portici. Sembrerebbe una sorta di prova generale, dice qualche sospettoso, per la chiusura definitiva

LECCE – Ultimazione lavori ottobre 2013. Un anno di chiusura per piazzetta Carducci, ex Convitto Palmieri, a causa dell’intervento conclusivo dei lavori di completamento del recupero dello storico edificio – avviati a fine settembre - e che accoglie anche la biblioteca provinciale, a ridosso di una delle entrate della movida leccese.  Spesa complessiva 2 milioni e 800mila euro.

Vista così, la recinzione provvisoria che di fatto chiude la piazzetta alla moltitudine di giovani che la sera si davano appuntamento sulla scale a ridosso dei portici, sembrerebbe una sorta di prova generale, dice qualche sospettoso, per la chiusura definitiva dell'area. Resta assicurato l'ingresso nella biblioteca provinciale. Ovviamente, i lavori di riqualificazione dell’ex convitto Palmieri, la recinzione per la messa in sicurezza del cantiere e tutto il resto, nulla c’entrano con la scelta politico-amministrativa di tendere una cancellata da un lato all’altro della piazzetta, che in più sostennero, all’epoca, dopo le lamentele dei residenti per gli schiamazzi notturni, gli angoli trasformati in orinatoi e alla luce dei fatti di cronaca verificatisi proprio da quelle parti. Tant’è. Poi, l'ipotesi di off limits alla piazza sfumò e nel frattempo i controlli da parte delle forze dell’ordine sono aumentati, ristabilendo, in qualche modo, la normalità.
 
“Questa recinzione, se pur fatta erigere per circoscrivere il cantiere – dice il titolare di un locale della zona – espropria la piazza non solo ai giovani che la sera qui si riuniscono ma ai turisti che fanno ingresso nel centro storico lungo questa strada. Non sono mai stato d’accordo sulla chiusura definitiva della piazza - ammette - perché quella è una soluzione che non costa nulla e taglia la testa al toro. Diverso è invece l’assenza di progettualità, che starebbe agli amministratori di questa città, rendere cioè il luogo sempre accessibile a tutti attraverso offerte culturali periodiche e dinamiche associative”.
 

 

 

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