Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Ex dipendente Csa vince il ricorso: avrà un contratto a tempo indeterminato

Il Centro Salento Ambiente costretta a riassumere un netturbino, in quanto il Giudice del lavoro ha trovato immotivate le continue assunzioni a tempo determinato, dal 2007 ad oggi. Accolto, dunque, il ricorso presentato dall'uomo

LECCE - Il Centro Salento Ambiente dovrà riassumere un ex dipendente: per il giudice del Lavoro di Lecce, infatti, il suo contratto a termine va convertito in contratto a tempo indeterminato, perché non ha una ragione fondata per non trasformarsi in tale. È questo il principio con cui viene accolto il ricorso proposto da un ex dipendente della Società partecipata del Comune di Galatina (la Centro Salento Ambiente Spa), che si occupa, tra l’altro, anche della raccolta dei rifiuti urbani.

La vicenda traeva origine da un ricorso proposto dall'ex lavoratore con la qualifica di netturbino che, dopo essere stato assunto dal Csa con contratto a tempo determinato per la prima volta nel 2007, ha poi ottenuto delle proroghe, sempre a tempo determinato, solo sino al 2011. Da qui il ricorso al Giudice del Lavoro, per il tramite dello Studio Legale Matranga, con cui il ricorrente ha lamentato la nullità del contratto a tempo determinato chiedendone la trasformazione a tempo indeterminato, atteso che il datore di lavoro non aveva specificato le ragioni di tale assunzione a termine.

In particolare, nel ricorso l’ex dipendente sosteneva che il Csa aveva proceduto alla stipulazione dei diversi contratti di lavoro a tempo determinato adducendo a giustificazione delle generiche esigenze organizzative del servizio e non meglio specificando le ragioni generatrici di tali esigenze. Il Giudice del Lavoro, accogliendo in pieno tesi del difensore del ricorrente, ha statuito che il Csa nulla ha precisato in ordine alle concrete ragioni che hanno condotto all’assunzione a tempo determinato dell’istante nel periodo in esame, né ha indicato i motivi dell’assunzione e dell’impiego temporaneo con riguardo alla realtà lavorativa in cui il dipendente è stato inserito, se non attraverso la mera ripetizione di previsioni astratte.

Pertanto, il Giudice ha dichiarato la nullità del termine apposto al contratto di lavoro sottoscritto in data 31 ottobre 2007, perché privo di motivazione così come richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza anche comunitaria, e la conversione dello stesso in contratto di lavoro a tempo indeterminato, condannato il Csa al pagamento a titolo di risarcimento di tre mensilità in favore del lavoratore e condannando altresì la Società al pagamento delle spese legali, liquidate in € 1.200,00 oltre accessori di legge con distrazione in favore del difensore.

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