Ex ossessivo, viveva blindata in casa con allarmi e vigilanza privata

Solo dopo la denuncia depositata presso i carabinieri di Leverano, una donna ha riacquistato un minimo di serenità. Notificato a un 45enne l'atto che gli vieta di avvicinarsi ai luoghi da lei frequentati. Prima i messaggi, poi i pedinamenti, infine le minacce di morte: la vita, un inferno

La stazione di Leverano dei carabinieri.

LEVERANO – Lei ormai non aveva più una vita normale. Tale il timore di uscire, da essersi letteralmente blindata fra le quattro mura domestiche. Gli ingressi, sorvegliati con videocamere. Porte e finestre, dotate di sistemi d’antifurto. A orari scaglionati, persino passaggi in auto di una guardia giurata. E non era certo una forma acuta di paranoia. Tutto questo, solo per cercare di dissuadere un uomo, il suo ex, dal continuare a tallonarla in modo ossessivo e snervante. Tanto più che negli ultimi periodi, dopo che lei aveva intrapreso una nuova relazione, i toni si erano fatti molto minacciosi.

Ora lui, D.M., 45enne, non potrà più avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. Il rischio, fra le altre cose, potrebbe anche essere di vedersi stringere le manette ai polsi. Per arrivare a questo, però, c’è stato bisogno che la donna facesse cadere anche le ultime resistenze e decidesse, finalmente, a rivolgersi ai carabinieri.

Quella che arriva da Leverano è la tipica storia di stalking, dove i militari della stazione locale hanno notificato nei giorni scorsi un’ordinanza emessa dal gip Annalisa de Benedictis, su richiesta del pm Stefania Mininni, nei confronti dell’invadente ex fidanzato.

Il provvedimento a carico dell’uomo, leveranese, nasce come detto dopo un’indagine avviata proprio dai carabinieri. A loro avviso, attorno alla donna, si sarebbe venuto a creare un clima d’inesorabile persecuzione. La relazione, terminata ormai sul calare del 2013 dopo sei anni, avrebbe quindi avuto tutto quel corollario di persecuzioni continue che rappresenta ormai una triste consuetudine in fin troppe vicende analoghe.

D.M., infatti, non accettando la decisione dell’ex compagna di rifarsi una vita lontana da lui, si sarebbe trasformato in breve tempo in uno stalker ostinato. Il copione, quello solito: telefonate continue, sms a catena. Tutto inutile, però. Lei non voleva davvero saperne di tornare assieme. Ecco, allora, il secondo livello: veri e propri appostamenti sotto casa, continui, inesorabili, a ogni ora del giorno e della notte, seguiti persino da pedinamenti. Quell’uomo era diventato un’ombra inquietante che si stagliava su ogni momento sulla sua vita.

In alcuni casi, il 45enne avrebbe pregato di poter entrare in casa. In un'occasione, però, avrebbe persino tentato un’irruzione contro la volontà della donna. Il comportamento, già di suo asfissiante, sarebbe diventato apertamente minaccioso quando di mezzo ci si è messa anche la gelosia. Quando, infatti, ha scoperto che la sua ex aveva ormai intrapreso una nuova relazione, l’uomo sarebbe diventato molto irruento nei modi. Ed ecco il terzo livello, quello più pericoloso.

In un crescendo di rabbia, sarebbe passato dall’assillante presenza fisica alle minacce di morte vere e proprie, formulate persino per strada, non risparmiando nemmeno il nuovo compagno della donna. Persino lui sarebbe stato fatto oggetto in alcuni casi di appostamenti e pedinamenti. 

Sempre più intimorita, la donna ha iniziato ad avere paura anche solo di aprire la porta di casa. Tanto da arrivare a spendere soldi per ingaggiare un istituto di vigilanza, in modo che vi fossero periodici passaggi in auto e affinché i tecnici installassero un sistema perimetrale di allarme e uno di videosorveglianza.

Nemmeno questo, però, avrebbe però fermato D.M.. Persuasa che la vicenda avrebbe rischiato di assumere una pessima piega, continuano oltre, alla fine la donna s’è dovuta rivolgere ai carabinieri, depositando una corposa denuncia. E le indagini che ne sono scaturite hanno condotto al provvedimento. Con la speranza che basti a calmare acque fin troppo agitate.   

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