Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Ex Salesiani, il futuro è ancora in ballo. Il Comune “insiste” nella vendita

Il complesso del Villaggio del Fanciullo nuovamente inserito nel piano delle alienazioni dei beni comunali approvato dalla giunta

GALLIPOLI - Torna in ballo il futuro dell’ex Villaggio del Fanciullo di Lungomare Galilei che, come nel recente passato, non ha trovato acquirenti nell’ultima asta pubblica indetta dal Comune nella scorsa primavera e la giunta comunale ha già inteso, con una propria delibera, inserirlo nel piano delle valorizzazioni e alienazioni del 2018. Il destino del complesso immobiliare ritorna quindi nelle mani del prossimo consiglio comunale chiamato nelle prossime settimane ad approvare il bilancio di previsione e il relativo e allegato piano delle alienazioni. Al momento l’esecutivo comunale, guidato dal sindaco Stefano Minerva, ha approvato l’atto propedeutico per inserire l’edificio nel piano delle valorizzazioni e alienazioni immobiliari per l’anno in corso e per proporre l’atto alla ratifica della prossima assise civica.

Tra l’altro il complesso degli ex Salesiani, per il quale è già stata varata la nuova destinazione residenziale, commerciale e turistico ricettiva, dopo una recente ricognizione degli uffici della sezione Demanio e Patrimonio del Comune, è risultato l’unico ad essere proposto e confermato per la futura alienazione partendo sempre dal prezzo a base d’asta, già stabilito in passato, di 2milioni e 700 mila euro. Nel piano di dismissione infatti non risultano al momento altri immobili da mettere in vendita. Il via libera al Piano delle alienazioni degli immobili comunali, che dovrà essere licenziato con il bilancio di previsione, è quindi l’atto propedeutico per consentire all’amministrazione di Palazzo Balsamo di riproporre un eventuale nuovo bando di gara. L’amministrazione comunale dovrà quindi fare le sue valutazioni alla luce del flop dell’asta pubblica del maggio del 2017 dichiarata deserta. Dopo la chiusura dei termini fissati dal Comune per la presentazione delle proposte di acquisto, partendo dal prezzo a base d’asta di 2milioni e 700 mila euro, in quell’occasione non fu presentata alcuna offerta per consentire la cessione dell’immobile. Secondo quanto prescritto in quel bando di gara, in caso di asta dichiarata deserta, il Comune avrebbe nuovamente la facoltà di concludere anche la negoziazione con la Cassa depositi e prestiti secondo l’impegno preliminare all’acquisto che era stato sospeso già durante la gestione commissariale e con la decisione anche dell’amministrazione Minerva di procedere ad un nuovo tentativo di vendita all’asta.

Così come la precedente gara, disposta ed espletata nel 2014 dall’amministrazione dell’allora sindaco Francesco Errico, anche nel 2017 la procedura non ha dato gli esiti sperati. Una situazione che ha frenato le aspettative dell’amministrazione Minerva rispetto alle previsioni iscritte anche nei capitoli dello scorso bilancio visto che il sindaco e la sua maggioranza avevano intenzione di alienare l’immobile, ad un valore  adeguato, ed utilizzare i proventi della vendita per interventi sul patrimonio pubblico quali strade, marciapiedi, basolato del centro storico e illuminazione.

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