Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

"Faccia la carità, è per la seconda rata universitaria"

Protesta pittoresca degli studenti universitari salentini, che questa mattina sono scesi sul viale, bloccando le auto e chiedendo "l'elemosina", a causa dell'aumento delle tasse stabilito di recente

Il cartello esposto ai passanti.

"Signora, faccia la carità. E' per la mia seconda rata". Pittoresca manifestazione degli studenti universitari: ormai in agitazione permanente, questa mattina hanno invaso il viale a loro intitolato (alias il "viale giardino"), esponendo cartelli ironici appesi al collo e fingendo di chiedere l'elemosina ai passanti. Continua, dunque, la vibrante protesta dei dottori del futuro iscritti all'Università del Salento, che, chiedendo agli automobilisti il contributo per il pagamento della seconda rata, hanno posto l'accento sull'aumento delle tasse.

Il 20 maggio scorso il Cda dell'Università, per il recupero dell'inflazione degli ultimi 10 anni, ha approvato un aumento dell'importo massimo della seconda rata d'iscrizione che, a seconda della facoltà, aumenterà da 80 a 120 euro. Altro aumento della tassazione riguarda il reddito, con un incremento del 10 per cento per i redditi complessi tra 19 mila 500 euro e 25 mila euro; ancora: aumento del 20 per cento per i redditi tra 25mila euro e 35mila euro e infine il 30 per cento in più per i redditi superiori a 35 mila euro.

Su queste decisioni le quattro associazioni studentesche si sono strette in un fronte unico, portando avanti una battaglia contro quelle che ritengono pesanti penalizzazioni a loro carico. Sul caso deve ancora esprimersi il Senato accademico, che si riunirà il 3 giugno, anche se tutto sembrerebbe ormai deciso. Secondo gli studenti gli aumenti sarebbero stati stabiliti in modo indiscriminato. Non sarebbero infatti tutelate le famiglie con i redditi più bassi, né si evincerebbero, contestualmente, migliorie a livello di qualità didattica. La protesta, nei giorni scorsi, aveva generato qualche momento di tensione al primo piano del rettorato, all'atto della decisione, quando il gruppo di manifestanti aveva atteso all'uscita il rettore Domenico Laforgia ed i consiglieri, "salutandoli" con cori e grida di protesta.

I rappresentanti degli studenti avevano appena abbandonato i lavori, a seduta ancora aperta, non trovando più i margini per una trattativa. Fra gli obiettivi dell'Università, quello di scoraggiare gli studenti che, dopo appena un anno d'iscrizione, abbandonano gli studi.

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