Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Il falco grillaio nidifica tra le bellezze del barocco. Recuperati due piccoli rapaci

Un artigiano ha raccolto due falchetti caduti dal nido costruito sul tetto della chiesa di San Matteo. Uno è stato portato al Centro recupero animali selvatici di Calimera. La presenza della specie indicatore di buona qualità dell’aria

Uno dei due esemplari raccolti.

LECCE – Ospiti inattesi tra i ghirigori della chiesa di San Matteo, una coppia di falchi grillai aveva deciso di nidificare tra le bellezze del barocco leccese. Peccato però che due dei tre piccoli, evidentemente ancora non pronti al volo, siano precipitati al suolo dove sono stati recuperati, in momenti diversi, da Claudio Capone, artigiano che lavora in via dei Perroni: il primo è stato raccolto martedì e portato direttamente al Centro recupero animali selvatici di Calimera, essendo apparso in condizioni disperate. Lì è stato preso in cura dalla responsabile della fauna omoterma, Simona Potenza, e dal veterinario Gianluca Nocco che lo accudiranno fino a che il giovane rapace non tornerà ad alimentarsi autonomamente.

Il secondo, invece, è stato "soccorso" il giorno successivo e riportato direttamente sul tetto della chiesa, nel nido materno che conteneva il terzo falchetto e nel quale, immediatamente, sono ritornati i genitori. Il gruppetto di curiosi che aveva seguito le operazioni era ancora ai piedi della chiesa quando dal prospetto di San Matteo i quattro falchi hanno ripreso il volo, uno dei tanti preparatori per il lungo viaggio migratorio che li attende in autunno. Il falco grillaio, infatti, è un rapace migratorio che staziona nel sud Italia durante la sola stagione estiva, proprio per nidificare e riprodursi, prima di riprendere il volo a fine settembre verso terre più calde.

Doppia soddisfazione per l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Andrea Guido: da una parte la presenza di questi rapaci indica in genere una buona qualità dell’aria, dall’altra potrebbe essere un deterrente per altri uccelli meno graditi: “Voglia il cielo che la presenza dei falchi a Lecce, tra le cime dei monumenti barocchi, possa diventare una costante negli anni avvenire. Il loro stazionamento nei periodi estivi rappresenterebbe un valido aiuto naturale ai nostri interventi di contenimento dei piccioni in città. Se altri grillai scegliessero l’area storica di Lecce, come già è avvenuto a Santa Margherita di Savoia o a Matera, per la nidificazione nel periodo dell’accoppiamento, in automatico si rileverebbe un sostanzioso abbassamento della popolazione dei piccioni con tutte le positive conseguenze in termine di igiene, sanità e decoro per la città. Ho accolto con gioia la notizia e se pensiamo che si tratta già della seconda coppia di rapaci, dopo quella avvistata sulla facciata della Chiesa di Santa Teresa, probabilmente possiamo ben sperare”.

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