Fallimento Gallipoli calcio, condannato a tre anni l’ex presidente D’Odorico

Assolti “perché il fatto non sussiste” gli altri imputati finiti sotto accusa per bancarotta fraudolenta: Vincenzo e Antonio Barba, Antonio Negro,Emanuele Liaci e Vittorio Inguscio

D'Odorico con la mascotte del Gallipoli all'epoca della sua presidenza.

GALLIPOLI - E’ stato riconosciuto un solo responsabile nel processo sulla società Gallipolicalcio, dichiarata fallita con sentenza il 23 luglio 2010. Si tratta dell’allora presidente Daniele D’Odorico, 51 anni, di Udine, condannato a tre anni di reclusione. Oltre a lui, erano imputati per bancarotta fraudolenta anche: Vincenzo Barba, 67 anni, nelle vesti di socio al 95 per cento e di amministratore unico, del socio di minoranza Antonio Barba, 42, di Antonio Negro, 53, Emanuele Liaci, 51, tutti di Gallipoli, e Vittorio Inguscio, 56, di Matino, che componevano il collegio dei sindaci, accusato di mancata vigilanza.

Per questi il verdetto emesso in serata dalla  seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Fabrizio Malagnino, è stato di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”. E’ andato in prescrizione un solo episodio, poiché che era stato derubricato in bancarotta preferenziale, tra quelli contestati dall’inchiesta condotta dal pubblico ministero Donatina Buffelli.

Il magistrato, pubblica accusa nel processo, aveva invocato quattro  anni per D’Odorico, tre per Barba e due a testa per i sindaci. Stando alle indagini, a determinare il dissesto della società sarebbero state una serie di condotte delittuose.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Andrea Sambati, Alessandro Troso, Luigi Suez.

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