La vittima designata è troppo sospettosa, fallisce la truffa dello specchietto

Una donna di Gallipoli non s'è fatta irretire e ha costretto alla fuga un soggetto, forse siciliano. Indaga il commissariato

GALLIPOLI – Una tecnica ormai vetusta, con tante denunce (in qualche caso persino arresti) già accumulate nel tempo dagli autori di questa classica truffa, dunque, un meccanismo noto a molti. Eppure, il gioco deve valere la candela, perché ci riprovano di continuo. Sono i promotori della truffa dello specchietto, ai quali, nei giorni scorsi, è andata male in quel di Gallipoli, dove la vittima designata non s’è lasciata irretire e, anzi, ha finito per mettere in tale difficoltà l’imbroglione di turno, da costringerlo alla fuga.

La donna, alcuni giorni addietro, era alla guida della sua autovettura quando, all’improvviso, ha sentito provenire dall’esterno, lato guidatore, un rumore che è parso quello di un sasso lanciato sull’asfalto. Temendo di averne beccato uno mentre era in movimento, con eventuali danni alla carrozzeria, la donna ha inizialmente verificato attraverso i tre specchietti retrovisori se ci fosse quale segno di urto, magari un graffio. Nulla.

Tuttavia, alle sue spalle ha notato un’Alfa Romeo Giulietta di colore il cui autista, con insistenza, faceva segnali con i fari abbaglianti. A quel punto, s’è fermata per capire cose stesse succedendo e dalla Giulietta è sceso un uomo di circa 40 anni, alto più o meno 1 metro e 75, di corporatura robusta, capelli corti ma folti, occhi scuri, con accento meridionale, forse siciliano, il quale sosteneva con foga che lei avesse rotto lo specchietto retrovisore esterno.

L’insistenza della donna di verificare insieme il danno e di vedere con i propri occhi lo specchietto rotto, ha però indotto il truffatore a desistere. E alla fine, con una scusa, è salito di nuovo a bordo dell’auto e se l’è svignata. Mentre la donna ha subito denunciato l’accaduto al Commissariato di polizia locale, che ha avviato le indagini per risalire all’autore del tentativo di truffa.

Vale qui la pena ricordare che, giusto a fine settembre, a Otranto, un caso analogo si è concluso con due denunce a piede libero ai danni di un 55enne e un 35enne, padre e figlio, originari di Noto, in provincia di Siracusa. Anche in quella circostanza, dietro a tutto c’è stato l’occhio attento di una donna che ha scoperto il tentativo dei due impostori di raggirare il suo anziano padre. Quindi, massima attenzione se ci si dovesse trovare davanti a fatti analoghi.  

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