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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Falsa testimonianza, tornano in aula le intercettazioni sull’ex pm Arnesano

Durante l’udienza preliminare a carico di 5 persone, il gup del tribunale di Potenza ha accolto l’istanza della Procura di acquisire la trascrizione dei colloqui captati nell’ambito dell’inchiesta “Favori & Giustizia”

POTENZA - E’ stata disposta l’acquisizione delle intercettazioni, già trascritte, relative al procedimento dell’ex pm salentino Emilio Arnesano - condannato in appello a 10 anni di reclusione con l’accusa di aver svilito la funzione giudiziaria in cambio di prestazioni sessuali, posti di lavoro, battute di caccia, quando era in servizio presso la Procura di Lecce – nell’udienza preliminare che vede imputate cinque persone con l’accusa di falsa testimonianza. 
Lo ha deciso nei giorni scorsi, il giudice del tribunale di Potenza Lucio Setola che ha così accolto l’istanza di acquisire le trascrizioni dei colloqui captati nell’inchiesta sul magistrato avanzata dalla sostituta procuratrice Anna Piccini, e alla quale si era opposta la difesa.
Nella prossima udienza fissata per il 13 aprile, il gup deciderà la sorte degli imputati - A.L.P., 62enne di Potenza, A.M., 73, di Vernole, R.B., 31, di Potenza, L.D.S., 67, di Calimera, S.Q., 51, di Carmiano - valutando chi, tra quelli che ne hanno fatto richiesta, ammettere al rito abbreviato.
Nel frattempo, è stato disposto il non luogo a procedere per infermità mentale nei riguardi di una delle persone coinvolte nello stesso procedimento, assistita dagli avvocati Francesco Cazzato e Ivan Paladini.  

Stando all’impianto accusatorio, i testimoni avrebbero mentito o tenuto nascoste alcune circostanze durante le udienze dibattimentali celebrate, tra il maggio e il luglio del 2019, davanti al collegio B del tribunale di Potenza, per esempio: in merito alla partecipazione di Arnesano alle battute di caccia; alla dettatura di alcuni messaggi a uno dei medici coinvolti; alle telefonate avute col fratello del pm anziché con lo stesso pm. E ancora, le bugie avrebbero riguardato anche un incontro “affettuoso” avuto dal pm con un’avvocatessa, anche questa imputata, e le trattative di compravendita dell’imbarcazione che era poi al centro dell’inchiesta “Favori e giusizia”.
La barca finita nel miro degli inquirenti potentini è quella che Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale della Asl di Lecce (condannato in abbreviato a cinque anni), avrebbe venduto al magistrato a un prezzo inferiore al valore reale, ottenendo in cambio vantaggi per i suoi amici medici.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Corrado Sammarruco, Antonio De Mauro (del foro di Lecce) e Leonardo Pace, Rosario Santoro, Raffaela Forliano (del foro di Potenza).
 

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