Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Falsi attestati per pronto soccorso, quattro indagati

In quattro avrebbero falsificato e presentato all'Asl di Lecce gli attestati di "esecutore Pbls-D", per arrivare più in alto in graduatoria ed ottenere le postazioni di pronto soccorso estive migliori

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LECCE - Avrebbero falsificato e presentato all'Asl di Lecce gli attestati di "esecutore Pbls-D", cioè di abilitazione al "supporto di base delle funzioni vitali e defribillazione precoce in età pediatrica", e per questo tre persone sono indagate per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, reato in concorso fra loro. N. V., 40enne di Lecce, M. A., 36enne anch'egli leccese e L. G., 39enne di origina milanese, ma residente nel capoluogo salentino sono stati denunciati dalla polizia. Tutto è nato da una querela presentata proprio da M.A. e L.G., presidente e vice di un'associazione di volontariato, proprio a carico di N.V.. Nel corso dell'inchiesta, è emersa la posizione anche di una quarta persona, che però avrebbe agito in maniera autonoma.

A causa della presunta falsità degli attestati, l'Asl di Lecce ha dunque congelato il rimborso spese per la gestione di una postazione di pronto soccorso estivo in favore dell'associazione di volontariato. La denuncia iniziale era stata a carico di N.V., come detto, e tuttavia i due esponenti dell'associazione, nel pomeriggio del giorno successivo rispetto alla presentazione della denuncia, sono ritornati in questura per rimettere la querela, dichiarando di non voler più procedere nei suoi confronti.

Tuttavia, la lettura degli atti ha fatto emergere come si trattasse di ipotesi di reato per le quali si può procedere d'ufficio e, per questo motivo, considerato il potenziale pericolo ai danni alla salute degli utenti in età pediatrica, e dunque, dei bambini, sono nati gli accertamenti autonomi della sezione volanti. Ascoltati gli attuali indagati e funzionari del 118, dalle verbalizzazioni si sarebbe accertato che i tre, per ottenere l'assegnazione di una postazione estiva di pronto soccorso, avrebbero presentato delle certificazioni falsificate per attestare il possesso dei titoli richiesti da parte degli associati.

Le querele sono state presentate presso la questura a seguito del blocco dei pagamenti da parte dell'Asl, per poi essere revocate, a dire dei denunciati, una volta giunta voce che sarebbe cessato il problema (ma l'Asl, ovviamente, non ha mai sbloccato i pagamenti). Le informazioni rese dai funzionari del 118, hanno poi permesso di evidenziare come vi fosse anche un altro caso in cui la stessa certificazione era sospetta di falsità, ovvero quella appartenente a C.A, di 58 anni, appartenente ad un'altra associazione. Si è così richiesto al consiglio direttivo dell'Irc di Bologna documentazione relativa alle attestazioni.


L'indagine ha evidenziato come al momento dell'assegnazione delle postazioni di pronto soccorso estive, ve ne sono alcune particolarmente ambite dalle associazioni di volontariato, le quali, ovviamente devono essere in possesso di precisi requisiti richiesti dall'Asl. La stessa Asl, successivamente, svolge delle verifiche sul possesso dei requisiti. Sino ad oggi, non erano mai sorti dubbi. Solo nell'ultimo anno, è apparso come un'associazione, pur di ottenere l'assegnazione della postazione dalla stessa ritenuta più ambita, avrebbe prodotto certificazioni contraffatte che le avrebbero consentito, al momento dell'assegnazione, di ottenere una priorità rispetto ad associazioni concorrenti. Più marginale, comunque, la posizione del 58enne, il quale avrebbe prodotto una certificazione falsificata a titolo personale, ingannando, di fatto, anche l'associazione di cui faceva parte prima della sua estromissione.

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