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Cronaca

Falsi contratti di locazione per ottenere contributi pubblici, assolto un commercialista

Non ha retto l’accusa di truffa nel processo con rito abbreviato nei riguardi di Mirko Simone, 46enne leccese. Altre sei persone, coinvolte nella stessa inchiesta, sono giudicate in ordinario

LECCE - Carte false per ottenere contributi pubblici, come contratti di locazione che in realtà riguardavano terreni di proprietà di enti pubblici, tipo Asl e Provincia di Lecce, e di privati, all’oscuro di tutto. Questa la vicenda di cui rispondeva dal banco degli imputati Mirko Simone, commercialista 46enne di Lecce, nel processo che si è discusso questa mattina col rito abbreviato.

La giudice Cinzia Vergine, in linea alle richieste della pubblico ministero Donatina Buffelli e dell’avvocato difensore Amilcare Tana, ha emesso un verdetto di assoluzione con formula piena “per non aver commesso il fatto”, di cui si conosceranno le motivazioni entro novanta giorni.

Le indagini condotte dalla pm coinvolsero altre sei persone, che a dispetto del commercialista, durante l’udienza preliminare, non avanzarono richiesta di riti alternativi e furono rinviate a giudizio per truffa.

Si tratta di: Massimiliano Caputo, 52 anni, di Salice Salentino, in qualità di responsabile del Caa (Centro di assistenza agricola) Eurocaa –Lecce 012 di Salice Salentino; Oronzo Perrotta, 41, di Lecce, nelle vesti di presidente della cooperativa “Nuova Agricola” e legale rappresentante (fino al 2013) di “Futuro Agricola”; Marianna Perrotta, 44, di Surbo, legale rappresentante (dal 2013) di “Futura Agricola”; Pantaleo Perrotta, 73 anni, di Lecce, socio, consigliere e vice presidente di “Nuova Agricola” e presidente del consiglio di amministrazione di “Futuro Agricolo”; il socio consigliere di Futuro, Alfredo Calvara, 48, di Lecce; Roberto Tagliaferro, 64, di Tricase, rappresentante legale della “Tenace”, cooperativa agricola con sede ad Alessano. Quanto al commercialista oggi ha invece ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato che si aprirà il prossimo 26 ottobre.

Secondo l’accusa, il sistema utilizzato dagli imputati avrebbe consentito di beneficiare di contributi non dovuti dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) che in due casi sarebbero stati di circa 50mila euro, per le campagne dal 2013 al 2015, e di quasi 34mila euro, per le campagne dal 2014 al 2016.

La loro sorte si conoscerà all’esito del processo in corso davanti alla giudice della prima sezione penale del tribunale di Lecce Giovanna Piazzalunga, in cui sono assistiti dagli avvocati Luigi Greco, Mario Ciardo, Luigi Rella, Loredana Pasca e Andrea Papa. In aula, c’è anche uno dei titolari dei terreni, parte civile con l’avvocato Antonio Arnesano.

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