Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Falsi incidenti per truffare l'assicurazione, otto indagati nel Salento

Avrebbero denunciato sinistri, in realtà mai avvenuti, per truffare l'assicurazione. Sono otto le persone che risultano indagate cui, nelle scorse ore, è stato notificato l'avviso della conclusione delle indagini preliminari

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

 

LECCE – Avrebbero denunciato sinistri, in realtà mai avvenuti, per truffare una compagnia di assicurazione. Otto le persone iscritte nel registro degli indagati cui, nelle scorse ore, è stato notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari. Si tratta di Stefano Renna, 32enne di Squinzano; Bajram Mederizi, 23 anni, di origine montenegrine e residente nel campo sosta Panareo; Francesco Capodieci, 27enne di Salice Salentino; Angela Russo, 27enne di Salice Salentino ; Vincenzo Renna, 24enne di Squinzano; Rosario Spagnolo, 56 anni, di Squinzano; Piero Rubino, 31enne di Guagnano e Giuseppe Napoletano, 64enne di Squinzano.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero denunciato falsi sinistri in modo da truffare la Duomo Assicurazioni, compagnia con la quale avevano sottoscritto le polizze assicurative. Tre gli episodi contestati dal pubblico ministero Stefania Mininni, avvenuti tra il luglio 2009 e il febbraio 2010. In un caso, uno degli indagati avrebbe denunciato di “aver urtato un pedone (Mederizi), provocandogli delle lesioni personali". Lo stesso avrebbe poi avanzato una richiesta di risarcimento danni. Gli altri due casi riguarderebbero, invece, incidenti stradali tra due autovetture, su cui sarebbero stati trasportati, secondo le denunce presentate alla compagnia di assicurazione, alcuni degli altri indagati. Gli stessi avrebbero poi prodotto documentazione medica per dimostrare di aver riportato lesioni e di conseguenza chiedere un risarcimento economico. Incidenti che, però, secondo la Procura, non sarebbero mai avvenuti.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Davide Pastore; Giuseppe Milli; Salvatore Arnesano; Antonio Bolognese; Gerardo Carriero e Maria Antonietta Campanella. L’accusa contestata nei loro confronti è di concorso in “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”. Gli indagati hanno ora venti giorni per chiedere di essere ascoltati, produrre memorie e acquisire copia degli atti.

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