Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Falso bracciante agricolo percepiva l'indennità e lavorava per il padre

I due sono stati denunciati dai carabinieri del Nil, dopo un'ispezione. Imprenditori nel campo della produzione di olio d'oliva, il laboratorio artigianale, peraltro sprovvisto di autorizzazioni, era in attività fin dal 2008

 

LECCE – Truffa ai danni dell’Inps, nei guai finiscono padre e figlio, imprenditori nel campo della produzione di olio d’oliva. E’ stata un’ispezione dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, in un comune alle porte di Lecce, a mettere a nudo una serie di irregolarità che si susseguivano ormai da anni. Nel laboratorio artigianale, risultato peraltro sprovvisto di autorizzazioni, e in attività fin dal 2008, hanno trovato al lavoro, a tempo pieno e senza aver mai conosciuto soste, un artigiano, sconosciuto però come tale alla pubblica amministrazione.

Oltre a svolgere segnalazioni agli uffici fiscali e amministrativi, i militari hanno eseguito accertamenti presso l’Inps, facendo la scoperta per certi versi più sorprendente: il lavoratore autonomo era inquadrato quale bracciante agricolo da circa quindici anni, alle dipendenze dell’anziano padre, titolare dell’azienda agricola. E’ stato calcolato che avrebbe lavorato per un numero di giornate annue variabili da un minimo di 109 ad un massimo di 122.

Padre e figlio sono così stati denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria, per il reato di truffa aggravata in concorso, data la natura fittizia del rapporto di lavoro. Al momento gli importi intascati illecitamente dal falso bracciante agricolo sono stati quantificati in circa 10mila euro e si riferiscono al periodo in cui ha svolto il lavoro di artigiano, vale a dire dal 2008 a oggi.

Infatti, mentre realmente lavorava nel laboratorio abusivo, il falso bracciante continuava a percepire indennità varie quali disoccupazione, malattia e assegni per il nucleo familiare, erogate dall’Inps di Lecce.

E’ solo uno dei tanti casi scoperti negli ultimi anni. Basti pensare che a febbraio, davanti al giudice di Nardò, s’è conclusa la fase dibattimentale di un processo nei confronti di circa cinquanta pseudo braccianti di un’azienda agricola, per l’ipotesi del reato di truffa aggravata nei confronti dell’Inps. Nell’ambito di quella stessa indagine, altri cinquecento lavoratori erano già stati condannati a restituire tutte le indennità percepite indebitamente, calcolate in più di 2 milioni di euro, erogati dall’ente previdenziale nell’arco di un intero quinquennio.   

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