Cronaca

Falso: condannati responsabile dell'ufficio tecnico comunale e progettista

Un anno e sei mesi a testa per Giuseppe Renna, 62enne, dirigente del Comune di Morciano di Leuca, e per Francesco Lecci, 65enne, in qualità di tecnico progettista. Prodotta e fatta passare per una costruzione una relazione con volumetrie non consentite. Assolti i proprietari del terreno

LECCE – Il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Morciano di Leuca, Giuseppe Renna, 62enne, è stato condannato a un anno e sei mesi per falso nel processo che s’è svolto con rito ordinario. Stessa sentenza (ma in questo caso con pena sospesa) è stata inflitta dal giudice monocratico Sergio Mario Tosi a Francesco Lecci, 65enne, anch’egli di Morciano, in qualità di tecnico progettista.

Assolti, invece, perché il fatto non costituisce reato, una coppia di coniugi morcianesi, Vito Lecci, 60enne e Anna Maria Belfiore, 50enne, proprietari di un terreno. Ed è proprio in capo a questo terreno che è nato l’accertamento della Procura di Lecce. L’accusa era rappresentata dal procuratore aggiunto Ennio Cillo.  

Tutti e quattro erano stati rinviati a giudizio per falso in concorso in merito al rilascio di un’autorizzazione paesaggistica. Alla coppia e al progettista Lecci era stato imputato, in particolare, di aver prodotto una relazione con volumetrie non consentite, affermando quindi in modo illecito che vi fosse compatibilità ambientale.

La proprietà, infatti, ricade in una zona a verde agricolo sulla fascia costiera classificata E3, dov’è prevista una volumetria massima di 36 metri cubi. Invece, sarebbe stato progettato un immobile ben più ampio, di 301,41 metri cubi totali. Questo, tramite lo stratagemma di impiegare volumetrie di fondi distanti, ricadenti in zona E2, che sono caratterizzati da un indice di fabbricabilità superiore.

Renna, dal canto suo, nelle vesti di tecnico comunale, avrebbe emesso l’autorizzazione paesaggistica necessaria per edificare, secondo la Procura nella piena consapevolezza che le indicazioni prodotte non fossero veritiere.

Renna era difeso dall’avvocato Francesco Mangione, mente il progettista e i coniugi dagli avvocati Rocco Vincenti e Massimiliano Musio. Si è in attesa delle motivazioni, ma, per quanto riguarda i due coniugi assolti, è lecito ritenere che abbia retto la tesi difensiva, secondo cui anche al di là della validità stessa delle contestazioni, in capo ai proprietari del terreno non si sarebbe stato dimostrato il dolo. 

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