Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Falso viagra venduto via Internet, a giudizio in abbreviato 43enne leccese

Pierangelo Patrizi, indagato perché avrebbe ceduto falso viagra via Internet, sarà giudicato con il rito abbreviato, come stabilito dal gup Annalisa De Benedictis. Fu arrestato dai Nas nell'operazione "Farmastore"

@TM News/Infophoto

LECCE – Pierangelo Patrizi, il 43enne di Lecce indagato perché avrebbe ceduto falso viagra via Internet, sarà giudicato con il rito abbreviato, come stabilito dal gup Annalisa De Benedictis. Il 4 febbraio scorso il sostituto procuratore Carmen Ruggiero aveva chiesto per l’uomo, difeso dall’avvocato Riccardo Giannuzzi, il rinvio a giudizio.

L’inchiesta, molto più ampia e di carattere nazionale, è partita da Catania e riguarda un presunto commercio di viagra adulterato. Patrizi fu arrestato il 3 giugno del 2010 dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e condotto in carcere, per poi ottenere i domiciliari il 9 giugno e infine tornare libero il 29 dello stesso mese.

Patrizi era stato sentito il giorno dopo il suo arresto per rogatoria davanti al gip Antonio Del Coco. L'ordinanza di custodia era stata richiesta dal sostituto procuratore catanese Angelo Busacca e firmata dal giudice per le indagini preliminari Anna Grazia Caserta.

Il 43enne leccese, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, dichiarò di aver agito in totale buona fede, affermando di non essere a conoscenza del fatto che le pasticche vendute fossero contraffatte e negando la conoscenza diretta di altri indagati, nell'ambito di un filone ben più vasto. L'assenza di una partecipazione a una presunta associazione gli è stata effettivamente riconosciuta, considerando che il fascicolo è passato per competenza a Lecce. Non sono però cambiati i reati contestati: Patrizi risponde di ricettazione, esercizio abusivo della professione sanitaria, importazione e vendita di farmaci irregolari.

L'operazione, ribattezza "Farmastore", condusse a suo tempo anche ad altre quattro ordinanze di custodia cautelare, più a 206 ulteriori indagati su tutto il territorio nazionale. Secondo gli inquirenti, alla base di tutto vi sarebbe stato un traffico illecito di prodotti medicinali, fra cui viagra, contraccettivi e anabolizzanti, con principio attivo molto ridotto oppure assente. Stando alle prime analisi, in alcuni casi la composizione sarebbe stata costituita soprattutto da gesso. La vendita di questi prodotti avveniva via web, anche attraverso social network. I farmaci provenivano dalla Spagna, dalla Romania e dalla Moldavia, ma anche da Paesi extracomunitari, come l'India. L'udienza si terrà il prossimo 8 luglio. 

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