Cronaca Calimera

Famiglia aggredita sotto casa, a processo tre minorenni

Disposto il rinvio a giudizio dei ragazzi accusati di di aver pestato e minacciato un uomo di 55 anni, mentre rincasava con la moglie, la sera del 2 settembre del 2022, a Calimera

CALIMERA - Si aprirà il 15 marzo il processo a tre minorenni (d’età compresa tra i 15 e i 16 anni) accusati dell’aggressione di un 55enne di Calimera e della sua famiglia, avvenuta la sera del 2 settembre del 2022, nei pressi di casa. 

Il rinvio a giudizio è stato disposto questa mattina dalla giudice del tribunale per i minorenni di Lecce Paola Liaci, all’esito dell’udienza preliminare durante la quale gli imputati non hanno richiesto messa alla prova né riti speciali, fiduciosi di poter dimostrare che i fatti si svolsero in maniera differente da quanto narrato dall’accusa. 

In particolare, secondo il racconto dell’uomo, quella sera, intorno alle 23, mentre rincasava a piedi con la consorte, avrebbe ricevuto una telefonata del figlio che lo avvisava di aver visto, dal balcone, tre adolescenti colpire ripetutamente con una bicicletta la sua vettura e di non essere riuscito, nonostante le sue sollecitazioni, a fermarli.

Sopraggiunto, il malcapitato non avrebbe fatto in tempo a chiedere spiegazioni che uno dei componenti del gruppetto l’avrebbe fatto cadere a terra con un colpo di arte marziale, e steso al suolo, avrebbe continuato a ricevere calci e pugni. Dalla violenza, non sarebbero stati risparmiati neppure il figlio e la moglie. I tre minorenni rispondono quindi di lesioni per aver picchiato il 55enne causandogli la caduta di due denti, un trauma facciale, ematomi e contusioni in diverse parti del corpo (che furono giudicate guaribili in sette giorni dai sanitari) e l'indebolimento permanente dell'organo della masticazione. Uno di questi risponde anche di minacce, per essersi rivolto alla vittima, che intanto cercava di rifugiarsi in casa con la moglie e il figlio, con frasi del tipo: “Io a tie te sparu! Te sparu!”, “Tanto siamo minori, se mi tocchi vi denuncio!”. 

Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Marco Castelluzzo e Cristian Mulino, questa ricostruzione non è fedele alla realtà perché i primi ad essere minacciati proprio dal figlio dell’uomo con un grosso ombrello sarebbero stati proprio loro e a confermarlo ci sono anche due ragazze che avrebbero assistito alla scena. Non solo. I legali osservano anche che non c’è traccia di alcun tipo di danneggiamento della vettura, tant’è che questo reato non è neppure contestato. 

Certo è che a sporgere denuncia per lesioni non fu solo il 55enne, assistito dall’avvocato Umberto Leo, ma anche i tre ragazzi nei riguardi di quest’ultimo e del figlio (il procedimento che ne è scaturito è ancora in fase di indagini preliminari).


 

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