Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Farmacie nel centro? Il Tar dice no a tre a San Cesario e sì a cinque a Maglie

Sentenze di diverso segno nei due Comuni salentini: nel primo accolto il ricorso in opposizione all’apertura di una terza sede. A pochi km, per applicazione del decreto Cresci Italia, si dà il via libera ad una quinta farmacia

@TM News/Infophoto

SAN CESARIO DI LECCE – A San Cesario di Lecce non sarà istituita una terza farmacia. L’ha deciso il Tar di Lecce, la cui sentenza è stata pubblicata oggi. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso proposto dai titolari delle due farmacie già esistenti, Pasca e Terragno, che avevano contestato la decisione della Giunta comunale assunta nel maggio dello scorso anno di avvalersi della facoltà di istituire una terza sede.

Il Tribunale amministrativo ha esaminato e accolto la prima questione sottoposta dall’avvocato Pietro Quinto, per conto dei due farmacisti: non doveva essere la Giunta ad assumere quella decisione, ma il Consiglio comunale.

Il Tar salentino ha riconosciuto che l’atto con il quale il Comune ha approvato la nascita di nuove sedi ha riflessi sulla pianificazione e organizzazione del servizio farmaceutico nell’intero territorio comunale. Ogni decisione in tal senso, dunque, dovrebbe spettare al Consiglio, anche perché si tratta di scelte fondamentali per la vita di una comunità.

I farmacisti avevano contestato anche la decisione assunta dalla Giunta, ritenendola immotivata: la popolazione residente a San Cesario, infatti, non determinerebbe l’istituzione di una terza sede, perché il quoziente tra la popolazione e il parametro di 3mila e 300 abitanti per ogni sede è di poco superiore alle metà, e cioè a mille e 650 abitanti.

“In quel caso –spiega l’avvocato Quinto- il Comune non ha l’obbligo di provvedere all’istituzione di un’altra sede, ma deve attentamente valutare l’esercizio di una facoltà concessa dalla legge, così come precisato dallo stesso Tar di Lecce in un’altra sentenza pubblicata anch’essa in data odierna”.

La non obbligatorietà della nuova sede, esclude ogni automatismo. Il Consiglio comunale deve comparare le diverse posizioni e i contrapposti interessi, considerando che il legislatore non ha liberalizzato il settore farmaceutico, ma ha solo abbassato il rapporto tra abitanti e sedi. La questione posta dai farmacisti di San Cesario, però, riguarda anche la scelta del luogo: secondo i ricorrenti, la scelta operata dalla Giunta finisce per non soddisfare le esigenze della popolazione perché consente al nuovo farmacista di collocarsi a ridosso del centro storico dove già operano le altre due attività.

Sentenza di diverso segno a Maglie

Intanto un’altra sentenza (676 del 27 marzo 2013) della seconda sezione del Tar Lecce, ha respinto il ricorso proposto dalle quattro farmacie operanti a Maglie avverso la delibera di giunta (1261/'12)  con cui la Regione ha individuato la zona di una quinta sede farmaceutica da istituirsi nel territorio comunale in applicazione del decreto Cresci Italia, che ha ridotto quorum (ossia il rapporto tra il numero di abitanti e le farmacie attive in un Comune) e ha, quindi, previsto un procedimento particolarmente rapido per l'assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche derivanti dall'applicazione del nuovo quorum. Il decreto, in particolare, ha previsto che i Comuni - e in caso di loro inerzia, le Regioni - avrebbero dovuto provvedere alla localizzazione delle nuove sedi farmaceutiche e la Regione avrebbe curato poi la successiva fase di assegnazione mediante concorso delle nuove sedi medesime.

Il Comune di Maglie non ha esercitato il potere localizzativo entro i termini previsti dalla legge e, pertanto, quel potere è stato esercitato in via sostitutiva dalla Regione, la quale ha posizionato il nuovo presidio in una zona sita a ovest del territorio comunale. Le farmacie ricorrenti hanno proposto ricorso contro la scelta localizzativa regionale, sostenendo che la Regione avrebbe, per un verso, trascurato la frazione di Morigino (la quale, a dire dei ricorrenti, sarebbe priva di servizio) e, per altro verso, avrebbe eccessivamente compresso i bacini d'utenza delle farmacie di Maglie.

Accogliendo le tesi difensive degli avvocati Pier Luigi Portaluri e Giorgio Portaluri - intervenuti in giudizio per conto della farmacia situata nel limitrofo Comune di Cursi - il Tar ha riconosciuto la piena legittimità della localizzazione prescelta dalla Regione, sottolineando che la zona ovest del territorio comunale (nella quale, come detto, la Regione ha collocato il nuovo presidio) è priva di servizi farmaceutici nonostante sia abitata da oltre 3.100 abitanti. In proposito, il Tar ha infatti correttamente rilevato che la Regione ha inteso collocare l’istituenda Farmacia «in una zona molto popolosa, in cui non è irragionevole pensare ad un potenziamento del servizio».

Al contrario, il Tar ha poi sottolineato che la frazione di Morigino - dove i ricorrenti avrebbero inteso collocare il nuovo presidio - vanta appena 160 abitanti e, soprattutto, è adeguatamente dotato di servizio farmaceutico attesa la presenza (a soli 300 metri di distanza) della Farmacia di Cursi. Sulla base di queste considerazioni, il Tar ha dunque ritenuto che la scelta localizzativa regionale è «in linea con gli scopi perseguiti dal legislatore nazionale, in quanto coniuga l’esigenza di garantire l’equa distribuzione del servizio farmaceutico con quella di consentire, almeno potenzialmente, pari possibilità di sviluppo alla nuova farmacia, sia in termini economici che di qualità del servizio erogato».

Insomma, la Regione avrebbe legittimamente ricalibrato la distribuzione cittadina del farmaco alla luce dei nuovi parametri introdotti dal citato decreto Crescri Italia, garantendo l'equità e, al contempo, la capillarità del servizio in tutte le aree urbane. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati poiché la pronuncia del Tar Lecce riconosce che la scelta regionale - in piena applicazione del decreto Cresci Italia - assicura tutela a due contrapposti interessi: quello pubblico connesso alla salute dei cittadini di Maglie nonché quello privato dei farmacisti operanti nei Comuni di Maglie e di Cursi.

  

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