Salentino sul mercantile bloccato a Dakar: la Farnesina rassicura i legali della famiglia

Si attende la restituzione dei passaporti ai quattro italiani, marittimi dell’equipaggio composto da 22 persone e fermi da settimane nel porto del Senegal

Matteo Muci.

LEVERANO – La Farnesina è in costante contatto con i legali della famiglia di Matteo Muci, il 20enne di Leverano, trattenuto a Dakar da diverse settimane. Gli avvocati Francesco Cazzato e Paola Zuccalà del Foro di Lecce ricevono una media di quattro, cinque telefonate al giorno dal ministero degli Esteri per essere informati sulle condizioni dell’equipaggio italiano a bordo del mercantile fermo nel porto della capitane del Senegal (in foto). Dichiarano di non essere stati mai lasciati da soli, ma di aver portato avanti la vicenda in sordina, perchè sotto controllo.

La buona notizia è dunque che, dall’Italia, si sta facendo il possibile almeno per rassicurare la famiglia del giovane diplomato presso l’Istituto nautico “Amerigo Vespucci” di Gallipoli. “Appena abbiamo sollecitato l’intervento sanitario per una visita a Matteo, la Farnesina si è subito attivata e un medico è subito salito a bordo del mercantile”, dichiarano gli avvocati salentini. Nel giro di un paio di settimane, pertanto, si spera nella consegna dei passaporti ai quattro italiani, membri dell’equipaggio composto da 22 marittimi di varia nazionalità. Soltanto in quel momento partiranno le operazioni di rimpatrio di Matteo e dei suoi connazionali.281bb5df-0751-4734-a21f-48a23f29bca3-2

Il 20enne è arrivato sul cargo “Ro-Ro Grande Nigeria” lo scorso 18 dicembre. Il mercantile, però, era già fermo da mesi, dalla fine di giugno. Il giovane allievo ufficiale non era a conoscenza della situazione, forse a causa di una complessa gestione delle informazioni da parte della compagnia armatrice, la Grimaldi. Il 20enne leveranese, ingaggiato per meriti scolastici e per un'esperienza formativa, è giunto sull’imbarcazione per sostituire il precedente personale, dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il comandante della nave. Tutto è cominciato la scorsa estate per un ritrovamento di cocaina, all’interno di vetture che sarebbero dovute essere imbarcate per il Brasile.  

In quell’occasione, dopo l’avvicendamento del personale a bordo, è arrivato anche il giovane salentino. Ma per un’assurda circostanza, si è verificato un secondo maxi rinvenimento di cocaina, per un totale di 120 chili. Erano nascosti nei bocchettoni dell’aria e contenuti in alcuni borsoni.  Da quel momento è cominciato l’incubo per i 22 membri del team di marittimi. Ora la Farnesina, alla quale ha scritto nelle ultime anche il Consiglio regionale della Puglia, spera di riportare al più presto i quattro italiani a casa.

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