Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Fasano: "Ho agito solo nell'interesse della Provincia"

E' durata tutta la mattina l'interrogatorio di Siciliano, ai domiciliari per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di una gara d'appalto. Nel pomeriggio dal gip anche Fasano. Si dimette Lagioia

Fasano con l'avvocato Roberto Rella, oggi in tribunale.

LECCE - "Ho difeso gli interessi della collettività e di nessun altro". Nessun accordo pregresso, nessun favoritismo nei confronti del consorzio Cotup- Five nell'assegnazione dell'appalto per i servizi di rimozione della cartellonistica stradale. E' questo che ha sostenuto durante le sei ore di interrogatorio l'ex assessore ai lavori pubblici della Provincia di Lecce Flavio Fasano. Fino alle 19 di questo pomeriggio ha replicato punto per punto alle contestazioni che gli ha mosso il gip Andrea Lisi in base al contenuto dell'ordinanza di custodia cautelare. Per tutta durata del faccia e faccia con Lisi e con il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, Fasano ha difeso la correttezza del suo operato.

Far vincere la gara al consorzio di Siciliano e La Gioia non gli avrebbe procurato alcun vantaggio personale. Il suo unico interesse e obiettivo era quello che la gara si concludesse con l'aggiudicazione dell'appalto e che l'opera venisse compiuta nel più breve tempo possibile. Si trattava di un progetto e di un bando particolarmente complesso, il primo nel suo genere su scala nazionale. E proprio in virtù di tutte queste difficoltà tecniche ci sarebbero stati quei contatti e quelle direttive con la Coput. Che comunque era la ditta più qualificata, avendo un'esperienza pregressa. Ma in nessun modo Fasano avrebbe inteso favorirla.

Stessa linea difensiva quella scelta dall'altro indagato costretto ai domiciliari, l'ex manager della Lupiae servizi Gino Siciliano, che aveva riferito davanti ai magistrati prima di Fasano nel corso dell'intera mattinata.
Quattro le ore in cui è rimasto a colloquio con gli inquirenti al quarto piano del palazzo di Giustizia. Anche lui ha replicato ad ogni accusa, fornendo ampie dichiarazioni in difesa della sua linea di condotta.
Gli avvocati Luigi e Roberto Rella, difensori di Fasano, ed i legali Pasquale e Giuseppe Corleto, che assistono Siciliano, hanno preferito al momento non presentare alcuna istanza per la revoca della misura.
Le alternative dell'istanza di scarcerazione al gip od il ricorso al Tribunale del Riesame saranno presi in considerazione in un momento successivo. Quando avranno fornito la loro versione dei fatti anche l'imprenditore Giovanni Lagioia, presunto beneficiario dell'appalto, ed il responsabile del servizio strade della Provincia Stefano Zampino.

E mentre i due principali protagonisti di questo presunto malaffare sono chiamati a deporre davanti ai giudici, un altro personaggio coinvolto nella vicenda ha rassegnato la dimissioni dal suo incarico. Si tratta dell'imprenditore Giovanni Lagioia, che insieme a Stefano Zampino, responsabile del servizio strade della Provincia, è stato sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di dimora. Lagioia si è oggi dimesso dal suo incarico di dirigente di Confindustria Lecce. Un gesto che commenta così il presidente Piero Montinari : "Vedo nella sensibilità del collega Giovanni Lagioia un grande senso di responsabilità e di sentita condivisione degli impegni di Confindustria di promuovere e garantire integrità dei comportamenti a tutti i livelli di responsabilità, come associati e come titolari di cariche interne ed incarichi di rilevanza esterna".

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