Cronaca

Favoreggiamento al latitante moldavo, restano in cella i due salentini

E' stato convalidato l'arresto di Antonio Vitale, 31enne leccese, e Ivan Spedicati, 23enne surbino, finiti in manette nella giornata di martedì, a seguito dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Padova. I due sono accusati di aver favorito l'evasione di Serghei Vitali, noto come "Barabba"

Il carcere di Lecce

LECCE – E’ stato convalidato l’arresto di Antonio Vitale, 31enne di Lecce e Ivan Spedicati, 23enne surbino, arrestati martedì pomeriggio dagli agenti della squadra mobile di Lecce, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Padova, su richiesta della Procura veneta. I due restano dunque in carcere.

I due sono indagati, in concorso con Nicola Ivan Vitale, 33enne, per aver favorito l’evasione dal carcere di Padova di Serghei Vitali, 29enne moldavo, noto con l’alias di “Barabba” per via dei suoi modi decisamente poco ortodossi. L’uomo stato condannato a diciannove anni per omicidio e rapina aggravata.

Le indagini sono state condotte dagli investigatori della mobile di Padova e di Lecce e sono state avviate dopo l’evasione di “Barabba”, che risale al 21 gennaio scorso. Il 29enne fece perdere le proprie tracce durante un permesso premio  per motivi di studio, accordato dal giudice di sorveglianza della città veneta, nonostante le titubanze dei magistrati.

Riuscito così ad allontanarsi, il 22 marzo scorso, personale della mobile di Lecce e Brindisi ha però arrestato il latitante a Frigole, marina leccese. Lì si era rifugiato, armato di pistola Tokarev con sette proiettili, secondo gli inquirenti grazie proprio alla complicità di Vitali e Spedicati. 

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