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“Favori & Giustizia”, chieste altre due condanne per 11 anni

Il pm ha invocato 4 anni e 7 mesi per Ottavio Narracci, ex direttore della Asl di Lecce, e 6 anni e 7 mesi per Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro della stessa Asl

POTENZA - Si è aperto oggi, con la requisitoria del pubblico ministero Anna Gloria Piccininni, il processo col rito abbreviato nei riguardi di Ottavio Narracci, ex direttore della Asl di Lecce, e di Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale della stessa Asl, accusati di aver fatto parte di un sistema basato su scambi di favori illeciti con l’ex pm (a lungo in servizio presso la Procura di Lecce) Emilio Arnesano.

Per il primo è stata invocata una condanna a 4 anni e 7 mesi, per il secondo a 6 anni e 7 mesi.

Insomma, alla fine, Siciliano, “escluso” nella scorsa udienza dal rito alternativo, è stato riaccolto, dopo l’annuncio di un ricorso in Cassazione da parte dei difensori, gli avvocati Amilcare Tana e Nicola Buccico, fondato sul fatto che un abbreviato già ammesso non possa essere revocato.

Stando all’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza, il sistema di intrecci illeciti sarebbe stato generato da due episodi che tirano in causa proprio Siciliano: la barca venduta nel 2014 ad Arnesano a un prezzo inferiore al valore reale, e l’assunzione del figlio del magistrato, tramite lo stesso medico, prima presso l’Igeco Costruzioni Spa (dal 27 novembre 2014 al 26 maggio 2015) poi presso l’Omnia Spa, società facente capo al gruppo Igeco (dall’8 giugno al 9 novembre 2015).

Seguendo la tesi accusatoria, è per sdebitarsi con l’amico che il pm avrebbe svilito la propria funzione giudiziaria, conducendo per esempio l’istruttoria nei riguardi del collega Narracci, in modo da agevolarlo, tanto che fu poi assolto nel processo terminato nel febbraio 2017 dalle accuse di peculato e abuso d'ufficio.

Non solo, l’ex direttore della Asl è accusato anche di aver procurato a un amico del magistrato, l’assunzione presso una società di trasporti, con un contratto a tempo determinato, rinnovato di volta in volta alla scadenza, per un totale di 18 mesi, sino al 20 novembre del 2018.

Narracci ha sempre respinto gli addebiti e continuerà a farlo anche domani, quando in aula discuteranno davanti ai giudici i suoi avvocati, Gianni De Pascalis e Cesare Placanica, mentre sono previste per il 7 gennaio le arringhe dei difensori di Siciliano.

Procede parallelamente il processo con rito ordinario che vede imputate altre sei persone, per le quali sono già state formulate le seguenti richieste: 12 anni e mezzo per l’ex pm; 4 anni e mezzo per il primario di Ortopedia Giuseppe Rollo, 59 anni, di Nardò; 2 anni per l’avvocatessa Emanuela Carbone; assoluzione "per non aver commesso il fatto" per gli avvocati Mario Ciardo, 56 anni, di Tricase, Augusto Conte, 78 anni, di Ceglie Messapica, e Federica Nestola, 33 anni, di Copertino.

Oggi ha preso la parola in difesa di Carbone, l’avvocato Antonio Savoia, mentre nella prossima udienza, l’8 gennaio, lo faranno gli avvocati Luigi Covella e Luigi Corvaglia per Arnesano.

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