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Il Tribunale di Potenza

Il Tribunale di Potenza

Favori & Giustizia, l’ex pm Emilio Arnesano ai giudici: “Ero dedito al lavoro”

Il magistrato salentino ha rilasciato dichiarazioni spontanee nel processo in cui è accusato di aver svilito la propria funzione in cambio di battute di caccia, sesso, visite mediche, pillole di viagra e posti di lavoro

POTENZA - Ha parlato per quasi un’ora nel Tribunale di Potenza, l’ex pubblico ministero Emilio Arnesano, e lo ha fatto per la prima volta dal banco degli imputati nel processo in cui rischia una condanna a 12 anni e mezzo di reclusione per corruzione.

Il magistrato, a lungo in servizio presso la Procura di Lecce, ha rilasciato dichiarazioni spontanee per mettere in luce il suo impegno e la sua dedizione al lavoro, respingendo l’addebito di aver tenuto condotte per agevolare qualcuno, in particolare quei medici finiti nella stessa inchiesta, primo su tutti Carlo Siciliano 65 anni, di Lecce.

Davanti al collegio presieduto dal giudice Federico Sergi (a latere le colleghe Valentina Rossi e Chiara Maglio), l’ex pm non ha fatto cenno, invece, a nessuna delle vicende di natura sessuale che riguardano avvocatesse del Foro di Lecce.

Emilio Arnesano-3La parola è poi passata agli avvocati Luigi Covella e Luigi Corvaglia che lo assistono. Con la loro discussione si sono concluse le arringhe difensive e la Corte potrà riunirsi per decidere il verdetto che riguarderà anche altri cinque imputati: il primario di Ortopedia Giuseppe Rollo (difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Renata Minafra);  Federica Nestola (con gli avvocati Alberto e Arcangelo Corvaglia); l’avvocato Mario Ciardo  (avvocati Gabriele Valentini e Ladislao Massari); l’avvocato Augusto Conte (difeso da Aldo Morlino e Carlo Panzuti; l’avvocatessa Emanuela Carbone (assistita da Antonio Savoia).

Secondo l’inchiesta, il sistema di intrecci illeciti sarebbe stato generato da due episodi che tirano in causa Siciliano: la barca venduta nel 2014 ad Arnesano a un prezzo inferiore al valore reale, e l’assunzione del figlio del magistrato, tramite lo stesso medico, prima presso l’Igeco Costruzioni Spa (dal 27 novembre 2014 al 26 maggio 2015) poi presso l’Omnia Spa, società facente capo al gruppo Igeco (dall’8 giugno al 9 novembre 2015).

Insomma, seguendo la tesi accusatoria, è per sdebitarsi con l’amico che il pm avrebbe svilito la propria funzione giudiziaria, conducendo per esempio l’istruttoria nei riguardi dell’ex direttore della Asl di Lecce Ottavio Narracci, in modo da agevolarlo, nel processo terminato nel febbraio 2017 con la sua assoluzione per peculato e abuso d'ufficio.

Ma secondo la tesi difensiva, il processo si svolse regolarmente come aveva chiarito in aula lo stesso giudice Roberto Tanisi che emise quel verdetto. Per i legali di Arnesano, ad essere infondato è l’intero impianto accusatorio perché si  basa sulla vendita di un’imbarcazione avvenuta sette anni fa e i cui effetti illeciti si sarebbero verificati non nell’immediato, ma solo dopo un lungo periodo, tra il 2017 e il 2018. Insomma, seguendo il loro ragionamento, non è dimostrabile che Siciliano applicò lo sconto sullo yacht, ammesso lo fece realmente, per conquistarsi la benevolenza del pm in procedimenti giudiziari che in futuro avrebbero coinvolto suoi colleghi.

Riguardo poi le due battute di caccia, organizzate da Siciliano, anche qui, stando ai difensori, mancherebbe la prova della corruzione perché, in una di queste, Arnesano non portò a casa neppure il daino, ma si limitò quindi a sparare un colpo.

Quanto ai rapporti col medico Rollo, inoltre, avrebbe solo a chiesto una visita specialistica per un parente disabile e riguardo a quelli con l’avvocatessa Benedetta Martina (che coinvolta nello stesso procedimento ha già patteggiato due anni e 8 mesi, col beneficio della sospensione della pena) è altrettanto indimostrabile il do ut des, essendo la loro una relazione stabile. Riguardo al viagra, infine, la richiesta, secondo i legali, fu fatta al suo medico curante.

Sia Siciliano che Narracci, nei riguardi dei quali è in corso il processo con rito abbreviato, hanno già avuto modo di respingere le accuse nelle ultime udienze, il primo attraverso gli avvocati Amilcare Tana e Nicola Buccico, e il secondo con Gianni De Pascalis e Cesare Placanica.

Anche l’ex direttore della Asl, come Arnesano, aveva rilasciato davanti ai giudici dichiarazioni spontanee per dimostrare la sua serietà, il suo rigore e il suo impegno quando assunse l’incarico di gestire un’azienda segnata da gravi ritardi e inefficienze.

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