menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Favori & Giustizia", il direttore generale dell'Asl Narracci respinge le accuse

Ha risposto alle domande del gip, negando gli addebiti. Lo stesso hanno fatto anche gli altri due dirigenti dell'azienda ospedaliera, Rollo e Trianni

LECCE- E’ durato poco più di un quarto d’ora l’interrogatorio di garanzia di garanzia del direttore generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, 59 anni, di Fasano, in precedenza direttore sanitario della Asl di Lecce (dal 2011 al 2015), ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza sul sistema di favoritismi e giochi di potere che si sarebbe retto sulla figura del pubblico ministero Emilio Arnesano.

Il dirigente ha risposto a tutte le domande del gip Amerigo Palma, respingendo l’accusa di aver beneficiato dell’aiuto del magistrato nel processo che lo vedeva imputato per peculato e abuso d’ufficio terminato con la sua assoluzione. In particolare, Arnesano, amico di Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e igiene ambientale, a sua volta collega e amico di Narracci, avrebbe condotto l’istruttoria dibattimentale in modo da favorirlo: per esempio, rinunciando all’ascolto del teste di polizia giudiziaria più qualificato e non producendo la documentazione acquisita durante le indagini (poi acquisita d’ufficio dal presidente del collegio).

Ottavio Narracci_DG ASL Lecce-2-2-3Il comportamento avuto dal magistrato fu segnalato in una nota inviata, lo scorso 15 ottobre, al capo della Procura di Lecce Leone De Castris dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, che di quel fascicolo era la titolare. Non solo. L’analisi dei dati relativi al traffico telefonico effettuata dagli inquirenti sull’utenza di Arnesano ha accertato che il 30 novembre 2016, nel pieno del processo, lo stesso abbia provato a contattare per due volte l’utenza intestata alla Asl di Lecce, ma in uso a Narracci che non rispose alle chiamate né richiamò l’interlocutore. Sempre secondo l’accusa, però, i due avrebbero avuto modo di sentirsi telefonicamente attraverso Siciliano.

Narracci, però, ha avuto modo di difendersi e valuterà, insieme agli avvocati Ubaldo Macrì e Gianni De Pascalis, che lo assistono, quale sarà la prossima mossa da intraprendere.

Non si sono sottratti al confronto col giudice neanche gli altri due dirigenti dell’azienda sanitaria ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta, il primario di neurologia Giorgio Trianni (difeso dagli avvocati Luigi Suez e Stefano Chiriatti) e il primario di ortopedia Giuseppe Rollo (difeso dall’avvocato Marcello Pennetta): l’uno è accusato di aver ottenuto grazie al pm Arnesano il dissequestro della piscina abusiva, in cambio del pagamento del costo di due battute di caccia in Basilicata, mentre l’altro “l’appoggio” dello stesso pm in un procedimento per colpa medica che lo riguardava. I due indagati hanno risposto a tutte le domande, respingendo gli addebiti.

Arnesano e Siciliano, entrambi in carcere, venerdì hanno già raccontato la loro verità al giudice.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento