"Favori & Giustizia", il pm Arnesano chiede la revoca del carcere

E' stata depositata questa mattina l'istanza contro la misura disposta nei riguardi del sostituto procuratore, ritenuto il personaggio chiave dell’inchiesta che ha destabilizzato il tribunale salentino e i vertici dell'Asl

E’ stata depositata questa mattina presso il tribunale del Riesame di Potenza l’istanza di revoca della misura di custodia cautelare in carcere nei riguardi del sostituto procuratore Emilio Arnesano, al centro dell’inchiesta che ha destabilizzato il mondo della giustizia salentina e quello della Asl di Lecce. Nei prossimi giorni, i giudici fisseranno la data dell’udienza per discutere la richiesta di annullamento e, in subordine di attenuazione, della misura, presentata dal pm attraverso l’avvocato difensore Luigi Covella.

Sono gravissime le accuse mosse nei riguardi del magistrato contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Amerigo Palma ed eseguita lo scorso 6 settembre. Stando alle indagini, condotte dalla Procura di Potenza, Arnesano avrebbe manipolato procedimenti penali in cambio di favori, come l’acquisto a un prezzo più che vantaggioso di uno yacht da usare come “alcova” per i suoi incontri amorosi; la disponibilità sessuale di giovani avvocatesse; battute di caccia e visite mediche.

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Di questo sistema avrebbero fatto parte anche pezzi grossi della Asl di Lecce (come Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e igiene ambientale, anche lui in carcere, il direttore generale Ottavio Narracci, 59 anni, di Fasano, ai domiciliari, il primario di neurologia Giorgio Trianni, ai domiciliari, e il primario di ortopedia Giuseppe Rollo, ai domiciliari) e alcuni avvocati, come Benedetta Martina, ai domiciliari con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con il magistrato per avere “sostegno” in due procedimenti penali che riguardavano suoi clienti.

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