“Favori&Giustizia”, l’imprenditore Ricchiuto: “Nessuna raccomandazione per il figlio del pm”

Si avvia alla fase conclusiva il processo sul presunto sistema di scambio di favori tra Arnesano, medici e avvocati. Ascoltate anche due ex colleghe del magistrato e due dottori

POTENZA - Sta per chiudersi il processo sui presunti scambi di favori tra il pubblico ministero Emilio Arnesano e medici e avvocati salentini. E’ stata un’udienza fiume quella di ieri, segnata dall’ascolto, tra gli altri, di ex colleghe del magistrato e dell’imprenditore Tommaso Ricchiuto. Quest’ultimo durante la sua deposizione ha smentito che l'assunzione del figlio del pm alla Igeco sia avvenuta attraverso l’intercessione di Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale della Asl di Lecce (tra gli imputati), al quale poi lo stesso magistrato sarebbe stato riconoscente, al punto da "svilire", secondo gli inquirenti, la sua funzione.

Si tratta dell’episodio finito di recente tra i nuovi capi d’accusa, rispetto al quale il teste, sollecitato dalle domande del presidente del collegio giudicante Federico Sergi, ha fornito alcuni chiarimenti: innanzitutto, Arnesano gli fu presentato in occasione di una festa al porto di Brindisi dall’allora comandante provinciale della Guardia di Finanza Vincenzo Di Rella. E, in quella circostanza, non si parlò affatto del figlio che, partecipando ad un bando pubblico della Provincia, si aggiudicò lo stage; a occuparsi della selezione, fu il personale aziendale e funzionari dell’Ente; il ragazzo lavorò così prima presso l’Igeco Costruzioni Spa (dal 27 novembre 2014 al 26 maggio 2015), con compensi sui 500 euro al mese, poi presso l’Omnia Spa, società facente capo al gruppo Igeco (dall’8 giugno al 9 novembre 2015), con la quale interruppe il rapporto prima della scadenza dei termini.

Sempre ieri c’è stata la testimonianza dei sostituiti procuratori Roberta Licci e Paola Guglielmi. Dalle loro deposizioni è emerso che Arnesano non fosse così dedito al lavoro e che le sue assenze o ritardi spesso gravassero sugli altri colleghi. Il pm Guglielmi è stata ascoltata anche in merito alla relazione che ha presentato, quest’estate, al procuratore Leone Leonardo De Castris (e ora agli atti del processo) di presunte pressioni ricevute dal suo cancelliere Antonio Negro: convinto a testimoniare che quando andava a pesca con Arnesano, fosse quest’ultimo ad accollarsi volontariamente tutte le spese, durante il viaggio per Potenza, in auto oltre che agli avvocati difensori si ritrovò lo stesso pm. La cosa disturbò il cancelliere, infastidito soprattutto dal fatto di aver fatto un viaggio a vuoto perché quel giorno non fu neppure ascoltato. Alla fine, però, è stato sentito ieri, ma su questa circostanza, e avrebbe chiarito di non aver ricevuto condizionamenti dall’imputato, ma solo di non aver gradito quella convocazione come teste rivelatasi poi inutile.  

Non sono mancati momenti di tensione. In particolare, durante l’ascolto di un dottore che avrebbe interpellato il pm per ottenere un trasferimento nell’ospedale Gallipoli, poiché in aula ha smentito gran parte delle dichiarazioni rilasciate ai finanzieri durante le indagini.

Ieri è stata anche la volta di un altro medico, l’urologo Sergio Serio, (indagato in un procedimento parallelo, è stato sentito con l’assistenza dell’avvocato difensore Pantaleo Cannoletta): ha dichiarato di aver regalato viagra ad Arnesano per curare una patologia di cui però non ha saputo fornire al presidente della Corte che lo ha incalzato di domande sul punto riscontri. Serio ha confermato, inoltre, di avere chiesto all’allora pm di interessarsi di un procedimento penale che riguardava una persona a lui vicina, ma che la cosa non avrebbe comunque avuto seguito.

L’istruttoria si chiuderà venerdì prossimo con l’ascolto dell’ex pm Angela Rotondano e il 17 gennaio si terrà la requisitoria del sostituto procuratore Anna Piccininni, alla quale seguiranno le discussioni degli avvocati difensori di Arnesano, Luigi Covella E Luigi Corvaglia e degli altri imputati: Amilcare Tana e Nicola Buccico per Siciliano; Gianni De Pascalis e Cesare Placanica, per Ottavio Narracci, 60 anni, di Fasano, ex direttore della Asl di Lecce; Ladislao Massari e Renata Minafra, per il primario di Ortopedia Giuseppe Rollo, 59 anni, di Nardò; Alberto e Arcangelo Corvaglia per Federica Nestola, 33 anni, di Copertino; Gabriele Valentini e Ladislao Massari per l’avvocato Mario Ciardo, 56 anni, di Tricase; Aldo Morlino e Carlo Panzuti per l’avvocato Augusto Conte, 78 anni, di Ceglie Messapica; ed Antonio Savoia per l’avvocatessa Emanuela Carbone.

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