“Favori&Giustizia”, il neurologo Trianni è libero, dopo 5 mesi ai domiciliari

Accolta l’istanza della difesa. Rinviata al 1° luglio la decisione dei giudici sulla richiesta di patteggiamento invocata dal medico a un anno e 10 mesi, pena sospesa, più 50mila euro di risarcimento danni

LECCE - E’ tornato un uomo libero il primario di neurologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce Giorgio Trianni, ai domiciliari dal 6 dicembre nell’ambito dell’inchiesta sul presunto scambio di favori con il pubblico ministero Emilio Arnesano.

In particolare, secondo l’accusa, il medico avrebbe beneficiato del supporto del magistrato nel procedimento relativo al sequestro della sua piscina abusiva, offrendogli in cambio due battute di caccia in Basilicata, dal costo di 700 euro ciascuna.

A restituirgli la libertà è stato il collegio del Tribunale di Potenza, presieduto dal giudice Rosario Baglioni, chiamato a valutare sia la richiesta di revoca della misura che quella di patteggiamento, avanzate dagli avvocati Stefano Chiriatti e Francesco Paolo Sisto. A pesare nella decisione è stata proprio l’entità della pena - un anno e 10 mesi, col beneficio della sospensione, supportata dalla richiesta risarcitoria di 50mila euro - già concordata con il pm e rispetto alla quale lo stesso collegio si pronuncerà il prossimo 1° luglio. Non solo. Nell’ordinanza firmata dal giudice Baglioni si fa anche riferimento al comportamento rispettoso delle disposizioni avuto dal professionista che negli scorsi mesi era riuscito ad ottenere permessi lavorativi (la possibilità di effettuare visite intramoenia per due ore nel pomeriggio).

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Prima di Trianni era riuscito a riprendersi la libertà il primario di ortopedia del “Vito Fazzi” Giuseppe Rollo, imputato nel processo principale insieme ad Arnesano, al direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale Carlo Siciliano, al dirigente generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci e agli avvocati Mario Ciardo, Augusto Conte e Federica Nestola.

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