"Favori & Giustizia", via al processo. Arrivano nuovi sms

La Procura deposita la trascrizione di alcuni messaggi scambiati tra gli imputati. Il dottore Trianni chiede di patteggiare a un anno e 11 mesi e Rollo riprova a prendersi la libertà

POTENZA - La Giustizia non fa sconti. Oggi è stata chiamata a giudicare se stessa, quella parte di sé che si sarebbe venduta per ottenere corsie preferenziali per visite mediche, per il pagamento di battute di caccia di 700 euro, per prestazioni sessuali con giovani avvocatesse. 

Questa mattina, nel Tribunale di Potenza, il magistrato salentino Emilio Arnesano non ha coperto il ruolo di pubblica accusa come ha fatto per un ventennio in quello di Lecce, ma di imputato. L’accusa più grave dalla quale deve difendersi è di corruzione in atti giudiziari, perché approfittando del suo ruolo avrebbe fatto pressioni e ottenuto favori di varia natura. Ne sono certi i colleghi potentini che hanno indagato sul suo conto, su input della stessa Procura di Lecce, e che, un mese fa, hanno ottenuto dal gip Amerigo Palma il giudizio immediato oltre che di Arnesano, di altre sette persone coinvolte nell’inchiesta, tra medici e avvocati. Stiamo parlando del direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale Carlo Siciliano, del dirigente generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, del primario di ortopedia Giuseppe Rollo e del primario di neurologia Giorgio Trianni presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, degli avvocati Mario Ciardo, Augusto Conte e Federica Nestola.

Sarà il processo, iniziato questa mattina, a stabilire se le accuse, che lo scorso dicembre hanno destabilizzato il Palazzo di giustizia della città e l’Azienda sanitaria locale con l’arresto di alcuni degli imputati, siano fondate.

La prima udienza è stata “segnata” dal deposito di nuove trascrizioni di conversazioni, in particolare di sms scambiati tra Arnesano, Narracci, Siciliano e Trianni.

Tra gli imputati non era e non sarà presente l’avvocatessa Benedetta Martina, la 32enne di Copertino che ha già chiuso il suo conto con la giustizia, patteggiando due anni e 8 mesi. E sta cercando di patteggiare, a un anno e 11 mesi, pena sospesa, più 50mila euro, anche Trianni. Sulla richiesta (avanzata dagli avvocati Stefano Chiriatti e Francesco Paolo Sisto) il pm esprimerà un parere solo dopo che l’avvocatura dello Stato riterrà congruo o meno il risarcimento.

Il pm si è riservato, inoltre, di valutare la nuova istanza di revoca dei domiciliari presentata da Rollo (attraverso gli avvocati Renata Minafra e Ladislao Massari). Quanto ad Arnesano, invece, i suoi legali Luigi Covella e Luigi Corvaglia hanno chiesto di poter avere accesso a tutte le intercettazioni effettuate sulle utenze del magistrato durante le indagini.

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In aula si ritornerà il 18 aprile.

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