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Il tribunale di Potenza

Il tribunale di Potenza

Favori in cambio di sesso e battute di caccia: 9 anni all’ex magistrato Arnesano

Condannati anche due medici: l’ex direttore della Asl Ottavio Narracci e Carlo Siciliano. Non reggono le accuse per il primario di Ortopedia Rollo, assolto perché il fatto non sussiste con tre avvocati

POTENZA - E’ stato condannato a nove anni di reclusione l’ex pubblico ministero Emilio Arnesano, accusato di aver svilito la funzione giudiziaria in cambio di prestazioni sessuali, posti di lavoro, battute di caccia e pillole di viagra.

Il magistrato (difeso dagli avvocati Luigi Covella e Luigi Corvaglia), nei riguardi del quale la richiesta del sostituto procuratore Anna Gloria Piccininni era stata di 12 anni e mezzo, è stato assolto da alcuni degli episodi contestati, come quello di essersi messo a disposizione di un urologo per ottenere gratuitamente le compresse per la virilità.

La sentenza è stata emessa nelle scorse ore nel Tribunale di Potenza, dove si sono celebrati i processi nati dall’inchiesta su un sistema di scambi di favori illeciti tra l’ex pm, medici e avvocati.

Il primo discusso con rito ordinario vedeva al banco degli imputati, oltre ad Arnesano, altre cinque persone per le quali il verdetto è stato il seguente: un anno e quattro mesi, col beneficio della pena sospesa, per l’avvocatessa Emanuela Carbone (assistita dall’avvocato Antonio Savoia); assoluzione “perché il fatto non sussiste”, per vicende che coinvolgevano sempre Arnesano (e in merito alle quali anche per lui il verdetto è stato inevitabilmente assolutorio), per il primario di Ortopedia Giuseppe Rollo, 59 anni, di Nardò (difeso dagli avvocati Renata Minafra e Ladislao Massari), nei riguardi del quale c’era una richiesta di condanna a 4 anni e mezzo, e per gli avvocati Mario Ciardo, 56 anni, di Tricase, (rappresentato dai legali Massari e Gabriele Valentini), Augusto Conte, 78 anni, di Ceglie Messapica (assistito dagli avvocati Aldo Morlino e Carlo Panzuti), e Federica Nestola, 33 anni, di Copertino (con gli avvocati Arcangelo e Alberto Corvaglia).

Quanto al processo, discusso col rito abbreviato (che ha così consentito agli imputati di beneficiare della riduzione di un terzo della pena) si è concluso con due condanne: 5 anni per Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale della stessa Asl (difeso dagli avvocati Amilcare Tana e Nicola Buccico); 3 anni e otto mesi per Ottavio Narracci, ex direttore della Asl di Lecce (assistito dagli avvocati Gianni De Pascalis e Cesare Placanica) per i quali erano stati invocati rispettivamente 6 anni e 7 mesi e 4 anni e 7 mesi.

La Corte, presieduta dal giudice Federico Sergi (a latere le colleghe Valentina Rossi e Chiara Maglio), ha inoltre disposto la confisca della barca che Siciliano avrebbe venduto ad Arnesano a un prezzo inferiore al valore reale, ottenendo in cambio vantaggi per i suoi amici medici. E’ la compravendita dell’imbarcazione l’episodio principale su cui verte l’impianto accusatorio, insieme a quello dell’assunzione del figlio del magistrato, tramite lo stesso medico, prima presso l’Igeco Costruzioni Spa (dal 27 novembre 2014 al 26 maggio 2015) poi presso l’Omnia Spa, società facente capo al gruppo Igeco (dall’8 giugno al 9 novembre 2015).

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

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