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Feci di animali davanti alla gelateria e insulti ai titolari: imputati per stalking due fratelli

Saranno giudicati il 18 febbraio col rito abbreviato un uomo di 72 anni e la sorella di 77, accusati di aver tormentato il proprietario dell’attività commerciale sin dal momento della sua apertura nel 2017

TRICASE - Sputi sulle vetrine ed escrementi lasciati all’ingresso della gelateria e danni alle auto dei titolari. Di questo, ma anche di offese e insulti gratuiti anche alla presenza dei clienti, dovrà rispondere dal banco degli imputati Giuseppe De Iaco, 72 anni, e la sorella Maria Addolorata, 77, domiciliati a Tricase, proprio nei pressi dell’attività presa di mira dal momento dell’apertura, nel 2017, evidentemente a loro sgradita.

Il processo si aprirà il 18 febbraio e sarà col rito abbreviato come chiesto dagli stessi imputati, in seguito alla notifica nelle scorse settimane del decreto di immediato con il quale era stato fissato (saltando così il passaggio dell’udienza preliminare) il giudizio col rito ordinario.

Davanti al giudice Giulia Proto, i De Iaco (assistiti dall’avvocato Carlo Chiuri) dovranno rendere conto del reato di stalking per diversi episodi, alcuni dei quali filmati dalle telecamere di videosorveglianza esterne all’esercizio commerciale, e in considerazione dei quali lo scorso dicembre furono obbligati dal gip Michele Toriello a tenersi distanti di almeno 100 metri dalle attività e dalle persone offese.

Stando all’accusa, gli appostamenti e i dispetti sarebbero stati pressoché quotidiani, così come gli insulti e le minacce, anche alla presenza di avventori: “Disgraziati, dovete andare via”; “morto de fame”; “truffatore”; “fai molta attenzione”; “apri l’occhi”; “mo l’ha pagare”. Alla malcapitata, che pressata dalla situazione decise poi di lasciare il lavoro, i fratelli le avrebbero dato della poco di buono, della scansafatiche, della meretrice.

La violenza, come anticipato, non sarebbe stata solo verbale. A Giuseppe De Iaco è contestato anche il reato di danneggiamento aggravato perché sarebbe stato lui, il 18 gennaio 2020, a rigare la fiancata dell’Audi A 2 del proprietario della gelateria che, proprio in seguito a questa vicenda sporse denuncia, insieme alla compagna.

La coppia sarà parte civile nel processo con gli avvocati difensori Silvio Verri e Biagio Martella.

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