Venerdì, 12 Luglio 2024
Vicenda ancora da chiarire

Ferimento del gestore del lounge bar, il 58enne si difende. Il gip conferma l’arresto

Resta in carcere Antonio Monaco fermato nella sera del 12 giugno scorso dopo i fatti avvenuti presso il MiVida di via Maremonti che hanno portato all’accoltellamento del gestore. L’accusato ha sostenuto di aver agito in risposta ad un’aggressione

LECCE – Per il giudice per le indagini preliminari, Giulia Proto, vista la condotta emersa nell’immediatezza dei fatti e dalle testimonianze, nonché dalla personalità dell’uomo, sussistono tutti gli elementi tali da giustificare le esigenze cautelari e per confermare la detenzione in carcere. Almeno fino a quando non ci saranno elementi tali da ribaltare la ricostruzione emersa sino ad ora sulla grave aggressione che ha portato all’accoltellamento del gestore del lounge bar, MiVida di via Maremonti, nel centro storico di Lecce.

Resta in carcere quindi Antonio Monaco, 58enne leccese, l’autore del ferimento del 12 giugno scorso arrestato poco dopo l’episodio dai carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce. Il tutto in seguito ad una lite, poi degenerata in un vero e proprio atto di violenza, per motivi ancora da chiarire nel dettaglio, e sorta fra lo stesso Monaco e Gianfranco Vergari, 65enne, gestore del lounge bar MiVida. Ad avere la peggio, come detto, è stato proprio il commerciante, colpito da un fendente in seguito al quale ha riportato anche la perforazione della milza ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.

Assistito dal suo legale difensore, Benedetto Scippa, il 58enne, nell’ambito dell’udienza di convalida, ha risposto alle domande del gip, cercando di difendersi o meglio di ricostruire le circostanze che hanno portato agli esiti dell’aggressione, sfociata poi nel sangue.

Come già al momento dell’arresto Monaco non ha negato di aver compiuto il ferimento, ma nella sua versione dei fatti ha spiegato che la sua reazione è stato un tentativo di difesa dall’aggressione che lui stesso avrebbe ricevuto dal titolare del locale e da alcuni dipendenti, anche a colpi di sgabello. A suo dire il suo intento, con l’uso del coltello, era stato quello non di ferire e colpire qualcuno, ma solo di intimidire chi lo stava aggredendo, costringendolo ad allontanarsi. La situazione ha poi preso una piega diversa.

Ma Monaco ha ribadito di essere stato colpito per primo, riportando ferite anche al capo e ad una mano e a garanzia di quanto asserito potrebbero tornare utili le telecamere del locale o della zona che hanno ripreso il tutto.

Su tali basi l’avvocato Scippa dovrebbe quindi presentare delle ulteriori istanze per invogliare il magistrato inquirente ad acquisire gli elementi di prova riferiti alle telecamere. Nel frattempo per il gip, Proto, le osservazioni mosse da Monaco non sono state ritenute sufficienti per mutare la sua posizione e quindi, confermando la tesi accusatoria in atto, è stata emessa la relativa ordinanza di convalida dell’arresto e la relativa custodia cautelare in carcere. La difesa si è riservata di presentare istanze o di ricorrere al Riesame.    

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