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Lunedì, 15 Aprile 2024
La tragedia di via Corvaglia / Taurisano

Ferita tentando di fermare l’uxoricida. Encomio del sindaco alla vicina di casa di Aneta

La donna che abita nella stessa palazzina popolare di via Corvaglia dopo aver ricevuto una coltellata ha messo al riparo i nipoti ed ha cercato, invano, di fermare la furia di Albano Galati. Il primo cittadino di Taurisano, Luigi Guidano, ha rimarcato pubblicamente l’esempio di coraggio

TAURISANO – Ha rischiato anche lei di fare una brutta fine quel pomeriggio del 16 marzo scorso, quando nella palazzina di via Corvaglia si è scatenata la furia di Albano Galati, il 56enne che con violenza ha accoltellato la moglie, Aneta Danelczyk, di 50 anni, per poi abbandonare coltello e taglierino, e dileguarsi.  

Ma con estremo coraggio, quando ha compreso di essere stata ferita all’ascella sinistra, terrorizzata, ha pensato a mettere in salvo i suoi nipoti, di 12 e 9 anni, che in quel momento erano sul divano di casa, e li ha accompagnati sulla veranda, cercando una volta rientrata, ma invano, di aiutare la sua vicina e amica, e di fermare l’uxoricida.     

Ed è anche grazie al racconto di Maria Chiara Manco, la principale testimone del delitto di Taurisano, che investigatori e inquirenti stanno ricostruendo i tragici eventi che si sono consumati quel pomeriggio di metà marzo nella palazzina ex Iacp di contrada Calcavecchi. Si tratta della donna che, dopo aver sentito urlare e poi bussare alla porta, aveva accolto la vicina e amica Aneta, nota come Stefy che ha tentato di sfuggire, senza purtroppo riuscirsi, all’aggressione del marito dopo un’ennesima lite, sembra per questioni di natura economica.  

“Vabbanne se no te cciu puru a tie” (Vattene altrimenti uccido anche te, ndr) si sarebbe rivolto così alla malcapitata, per poi colpirla col coltello vicino al braccio sinistro, in direzione del cuore, raggiungendo per fortuna solo il cavo ascellare. La ferita è stata poi giudicata guaribile dai sanitari in dieci giorni.

Nel dramma vissuto si evidenzia l’estremo coraggio e l’esempio che Maria Chiara Manco ha dimostrato in quei terribili frangenti. Anche se non è poi riuscita nel suo intento di bloccare la furia di Galati. Per il suo tentativo coraggioso, la donna ha ricevuto il riconoscimento e ringraziamento, a nome della comunità cittadina, del sindaco di Taurisano, Luigi Guidano, che le ha tributato un encomio pubblico.          

 “Quanto accaduto la sera del 16 marzo sorso nella palazzina Iacp di contrada Calcavecchi, avendo obbligato a concentrare l’attenzione sui risvolti istituzionali, sociali e di legge” scrive il primo cittadino rivolgendosi a Maria Chiara Manco, “ha fatto passare in secondo piano quanto invece è meritevole della massima considerazione e riconoscenza: il vostro comportamento”.

“In un mondo nel quale l’indifferenza, l’individualismo, il riflusso nel privato e il disinteresse, che non sia la peggior curiosità per quanto ci accade intorno, sono i sentimenti e i comportamenti più diffusi” conclude il sindaco Guidano, “sapere che una persona non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per soccorrere una donna che subisce violenza, vittima di femminicidio, subendone, a sua volta, conseguenze fortunatamente non gravi, rende onore a voi, che ne site l’autrice, e indirettamente alla comunità taurisanese della quale fate parte. Semplicemente, ma intensamente e infinitamente grazie”.           

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