Cronaca

Feriti alla gola nella movida milanese, uno è leccese

L'aggressione, improvvisa, davanti ad un noto locale del Naviglio Grande. Due colleghi, l'altro è di Avellino, sono stati colpiti con cocci di vetro. In un pozza di sangue, la paura di non farcela

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MILANO - "Si può morire così, il 27 agosto, da un momento all'altro?". Questa la domanda che è rimbalzata come la pallina di un flipper impazzito nella testa di Gaetano Dell'Antoglietta, leccese di 33 anni, aggredito ieri sera - poco dopo la mezzanotte - insieme ad un suo collega campano dell'Agenzia delle entrate, Carmine Festa, da parte di due govani.

Erano passati pochi minuti da quando i due amici erano scesi dalla metro, alla fermata di Porta Genova. Stavano percorrendo via Gorizia, zona dei Navigli, posto di locali e vita notturna. Mentre discutevano su quale fosse la meta da raggiungere per bere qualcosa insieme, si sono sentiti chiamati alle spalle. Voce italiana, tono deciso e minatorio. "Un italiano ci ha accusato di aver toccato il sedere di una ragazza", ha raccontato Dell'Antoglietta, raggiunto telefonicamente "ma noi non sapevamo nemmeno di cosa e di chi stesse parlando. Non lo avevamo mai visto prima e nemmeno la ragazza rumena o comunque dell'Est che è sopraggiunto insieme a quell'altro che sembrava un suo connazionale".

Le spiegazioni dei due giovani funzionari non sono servite a tranquillizzare gli animi. Coloro che si sarebbero rivelati ben presto aggressori senza scrupoli ce l'avevano con Festa, originario di Avellino. Era lui l'indiziato numero uno. Le accuse verbali sono diventate spintoni e, a quel punto, il leccese ha cercato di frapporsi in quella che dava l'impressione di poter degenerare in una colluttazione: "A quel punto ho preso uno schiaffo dal ragazzo straniero, mi sono chinato a raccogliere gli occhiali ma non ho fatto in tempo a girarmi perché ho ricevuto un colpo alla gola con un coccio di bottiglia, iniziando a perdere sangue".

Da allora in poi non se ne è capito più nulla. In quei concitati attimi anche Festa è stato colpito, nella stessa maniera, pagando un dazio che si è rivelato subito molto più alto. Pieno di sangue l'avellinese è entrato nel locale più vicino, la "Trattoria milanese". Il tempo di chiedere aiuto per poi accasciarsi in un pozza di sangue. Il personale del ristorante ha tamponato le ferite con delle tovaglie e nel giro di pochi minuti sono arrivate le ambulanze del 118. Sono stati trasportati in due nosocomi distinti: il più grave all'Humanitas di Rozzano, il leccese al Fatebenefratelli dove gli è stata medicata la ferita, giudicata guaribile in 12 giorni.

Le conseguenze sarebbero potute essere ben più gravi visto che il colpo ha affondato fino a pochi centimetri dalla carotide. E' stato invece sottoposto ad un intervento chirurgico il suo amico, ricoverato in prognosi riservata ma le sue condizioni sono nettamente migliorate nel corso della giornata. "Sono andato a trovare Carmine", ha concluso Dell'Antoglietta che intanto è stato raggiunto dai genitori nel capoluogo lombardo. "Per fortuna sta molto meglio, mi ha salutato, si è anche alzato e abbiamo parlato un poco". Pare che ad aggredire entrambi sia stata la stessa persona, ma sulla dinamica dei fatti stanno indagando i carabinieri della compagnia Duomo.

Il giovane salentino è visibilmente scosso e ancora non si spiega come si possa essere trovato sanguinante dal collo, una sera qualunque di un sabato di fine estate. Ma di una cosa è certo: "Non abbiamo proferito alcuna parola nei confronti di quella ragazza, non sappiamo nemmeno da dove siano sbucati fuori". E ora scampato il pericolo, resta solo il desiderio di qualche giorno di convalescenza nella sua città natale.

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