Feriti dopo botte da orbi, ex amici si rivedono in tribunale per la condanna

Arrivarono sanguinanti nell'ospedale di Campi Salentina uno con una brutta ferita al collo e l'altro alla mano. Era la notte del 2 ottobre 2010 e da allora lo scontro tra i due ragazzi è continuato in aula, dove sono comparsi nei panni sia di imputati che di vittime: tre mesi a uno e quattro all'altro

LECCE - Se le erano date di santa ragione tanto da arrivare sanguinanti nell'ospedale di Campi Salentina uno con una brutta ferita al collo e l'altro alla mano. Era la notte del 2 ottobre 2010 e da allora lo scontro tra i due ragazzi che un tempo erano amici è continuato in tribunale, dove sono comparsi nei panni sia di imputati che di vittime.

Per il giudice Michele Guarini dinanzi al quale si è celebrato il processo sono entrambi colpevoli. Lo ha scritto nel verdetto emesso questa sera, col quale ha inflitto tre mesi di reclusione (pena sospesa) ad Andrea Simone, di 34 anni, e quattro mesi (pena sospesa) a Fabio Fina, di 27, residenti a Salice Salentino.

Per il primo la pubblica accusa aveva chiesto una pena di cinque mesi, mentre per l'altro, al quale era contestata anche l'aggravante delle lesioni gravissime, quella di sette mesi.

Secondo le indagini, coordinate dal pubblico ministero Giovanni Gagliotta, dopo un diverbio per futili motivi i due ragazzi si erano allontanati dal resto degli amici riuniti nella piazza di Salice, per chiarirsi dinanzi a un bar, ma le cose sarebbero degenerate: dalle parole ai cazzotti, fino alla rottura del bicchiere di birra impugnato da Simone che provocò ferite gravissime al palmo e alle dita della mano destra di quest'ultimo e alla parte sinistra del collo dell'amico. La prognosi dei medici fu rispettivamente di 25 giorni e tra i 20 e i 40 giorni.

Ognuno di loro si era costituito parte civile al processo chiedendo all'altro una cifra vicina ai 100mila euro per i danni subiti. Erano difesi, Fina, dagli avvocati Amilcare Tana e Piero Coluccia e, Simone, dall'avvocato Giovanni Valentini.

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