Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Ferito con tre colpi di pistola, forse un regolamento di conti alla base dell'agguato

Si è trattato con ogni probabilità di una trappola quella in cui è caduto ieri sera Massimo Caroppo, l'uomo di 46 anni ferito con tre colpi di pistola. L'uomo, raggiunto al gomito e alla testa, è in prognosi riservata

LECCE – Si è trattato con ogni probabilità di una trappola quella in cui è caduto ieri sera Massimo Caroppo, l’uomo di 46 anni ferito con tre colpi di pistola. Nome e volto noto alle cronache giudiziarie e alle forze dell’ordine, è stato colpito prima al gomito sinistro (con cui ha cercato vanamente di proteggersi) e poi allo zigomo sinistro e alla nuca, quando cercava di sfuggire all’agguato.

Ieri notte il 46enne è stato sottoposto a un primo intervento chirurgico al gomito, da cui i medici hanno estratto un proiettile (parzialmente deformato) di piccolo calibro. Le condizioni del ferito rimangono comunque gravi, con il paziente ancora in prognosi riservata.

Ancora poco chiare le dinamiche e le modalità con cui si è consumato il tentato omicidio. Le indagini, affidate al magistrato di turno della Dda di Lecce, il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, sono condotte dagli agenti della squadra mobile, coordinata dal vicequestore Sabrina Manzone.

Secondo quanto stabilito fin qui dagli investigatori, Caroppo avrebbe incontrato alcune persone (ad agire, con ogni probabilità, più di uno) all’interno di un terreno in zona San Ligorio, nei pressi di viale Fiorito. In quel deposito di vecchie auto abbandonate aveva forse un appuntamento, o dei conti da regolare. Lì, per ragioni ancora da chiarire, sarebbe stato prima aggredito (sul posto gli agenti hanno trovato i segni di una colluttazione) e poi ferito a colpi di pistola, di piccolo o medio calibro. Il 46enne, dal fisico possente, è riuscito miracolosamente a scampare all’agguato e a raggiungere, dopo aver percorso circa 80 metri, un’abitazione vicina, al civico 18.

L’uomo, coperto di sangue, ha citofonato chiedendo aiuto. “Mi hanno sparato”, è riuscito a sussurrare il 46enne, appoggiandosi su un’auto parcheggiata proprio davanti all’ingresso della villa. Poi s’è accasciato al suolo. I proprietari hanno subito telefonato al 118 e al 113. L’ambulanza è stata la prima ad arrivare. Ai sanitari Caroppo ha raccontato di essere stato vittima di un tentativo di furto della sua automobile. Una versione che da subito non ha convinto gli investigatori.

L’auto in uso alla vittima, una Mercedes Classe E, è stata rinvenuta poco distante dal luogo dell’agguato. All’interno un caricatore e una busta con 4mila euro. Con sé il 46enne aveva altri 700 euro in contanti. Difficile, dunque, avvalorare l’ipotesi della rapina. Così come appare prematuro al momento attribuire una matrice ben precisa sulle motivazioni di un agguato importante dal punto di visto criminogeno.

Quello di Caroppo è, per gli inquirenti, un nome importante all’interno della criminalità locale (il fratello fu ucciso nel 2002 in un agguato), con interessi nelle attività dell’usura (per cui è stato condannato in appello a 2 anni e sei mesi) e del traffico di sostanze stupefacenti. Un episodio che dimostrerebbe, ancora una volta, che è in corsa una lotta senza quartiere per il controllo del territorio e delle attività illecite. Una guerra che potrebbe presto portare a rappresaglie e nuovi agguati.

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