Ferito in pieno volto con il calcio del fucile, poi la fuga con l'incasso

La violenta rapina nella tarda serata di ieri al Dok di Galatina. Un responsabile medicato, ne avrà per dieci giorni. Caccia a tre malviventi

Foto per gentile concessione di Galatina.it.

GALATINA – Sono entrati all’improvviso, in trte. Uno di loro aveva fucile a canne mozze, un altro una pistola. Era tardi, le 22,15, ma il supermercato Dok di Galatina, in via Liguria, sarebbe rimasto aperto ancora per tre quarti d’ora: chiude alle 23. Lo sapevano bene i malviventi che hanno scelto quindi un orario ben preciso per entrare in azione, durante la sera del sabato, e che non hanno esitato a usare metodi a dir poco violenti. Un responsabile dell’attività commerciale, infatti, è stato colpito con una certa rudezza in pieno volto, all’altezza del naso, con il calcio del fucile. Condotto poco dopo in ospedale, ha riportato una prognosi di dieci giorni.

Ammonta a circa mille e 200 euro l’incasso della rapina, l’ennesima degli ultimi giorni, ai danni del supermercato. Le indagini sono affidate agli investigatori del commissariato locale di polizia, diretti dal vicequestore aggiunto Giovanni Bono. I testimoni hanno anche fornito alcune descrizioni dei malviventi. Uno di questi, alto circa 1 metro e 75, era particolarmente vistoso. Passamontagna, corporatura robusta, pantaloni chiari, felpa arancione e scarpe ginniche bianche e blu, aveva anche le mani coperte da guanti di lattice. Guanti che indossavano pure i compici, così come i passamontagna.

Almeno uno dei tre malviventi potrebbe essere straniero, perché sembra che si esprimesse in un italiano stentato. Particolare è stato poi il modo in cui sono fuggiti. Una volta usciti su via Liguria, non erano attesi dalla solita auto, ma si sono dileguati a piedi in tre direzioni differenti, secondo un piano chiaramente prestabilito. Forse la vettura li attendeva altrove, a breve distanza, o magari si sono ritrovati qualche ora dopo chissà dove, a spartirsi il bottino. In ogni caso, un diversivo ha destabilizzato i presenti, non lasciando margini per comprendere la via di fuga reale. 

Agli agenti di polizia, quindi, non sono sufficienti le immagini del sistema di videosorveglianza interno, che verranno comunque analizzate nella speranza di riconoscere la fisionomia di qualche soggetto eventuialmente già noto; stanno cercando anche all’esterno, presso altre attività, sperando che ulteriori videocamere abbiano ripreso dettagli della fuga. Tutto questo, mentre per il malcapitato c’è stato bisogno di una visita in ospedale. Escluse complicazioni più serie, restano senz’altro il dolore, i segni sul volto e la paura.

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(Foto in copertina per gentile concessione di Galatina.it)

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