Cronaca Via Cesarea

Trovato ferito per strada, gamba amputata. Poco prima, il colpo fallito in gioielleria

Potrebbero essere collegati i due episodi, a Veglie e Leverano, accaduti a un’ora di distanza. Il ragazzo, ora arrestato per evasione: doveva essere ai domiciliari

I carabinieri davanti alla gioielleria

LEVERANO – Potrebbero essere due episodi, intrecciati tra loro, a spiegare il ritrovamento di un ragazzo gravemente ferito alla gamba sinistra, intorno alle 4,45. Si tratta di Gianluca Rubino, un 26enne residente a Oria, nel Brindisino, soccorso nel centro abitato di Veglie, in via Dante, e accompagnato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il ragazzo, peraltro, è stato fermato, lo scorso anno, assieme ad altri tre individui e ritenuto responsabile di una serie di furti di autovetture sia nel Brindisino che sul litorale di Porto Cesareo.  Si trovava ancora ristretto agli arresti domicliari, per reati inerenti la detenzione di droga, ed è dunque evaso ed è al momento in stato di arresto.

Ha perso metà gamba sinistra

Era il mese di febbraio del 2016 quando gli agenti di polizia del commissariato di Mesagne fermarono la banda dei quattro, accusandoli di numerosi colpi tra le due province. Dopo il ferimento della notte scorsa,è stato ricoverato nella struttura sanitaria del capoluogo salentino, in gravi condizioni. Gli è stata amputata l'arto inferiore all'altezza del giocchio. Giunto in ospedale, è stato immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico, ma la mutilazione si è riveltata necessaria a causa della profonda lesione.

Dai primi riscontri, sarebbe stato raggiunto da un solo colpo di fucile caricato a pallettoni che lo ha raggiunto poco sotto il ginocchio. Si indaga a tutto spiano per cercare di stabilire la verità, ma la vicenda è piuttosto complessa. Rubino è infatti tuttora intubato e non può rilasciare dichiarazioni agli investigatori dell'Arma. Dopo l'intervento è stato ricoverato in Rianimazione ed è tenuto sotto sedativi.

Il furto sventato nella notte

Esattamente un’ora prima, una guarda giurata ha sventato un furto nei pressi di un laboratorio orafo di Leverano, la rivendita “Sveva Micolano” di via Cesarea. Dopo lievi danni arrecati dai ladri, però, un vigilante li ha messi in fuga, senza che la banda sia riuscita a prelevare nulla. I carabinieri delle stazioni di Leverano e di Veglie, che ora indagano sui due fatti di cronaca, sono insospettiti dall’ora del ritrovamento del ferito.

Stando alla versione più accreditata, infatti, il 26enne sarebbe stato "scaricato" dai complici, i quali lo avrebbero, appunto ferito, per poi abbandonarlo in una pozza di sangue. Dopo essere stati  inseguiti per un tratto dalla guardia giurata, la banda è riuscita a far perdere le tracce.

La testimonianza: "Accento brindisino"

Un testimone, ora ascoltato dagli inquirenti, ha raccontato di aver udito un accento marcatamente bridisino nelle parole dei malviventi che hanno tentato il furto a Leverano. Un elemento che si somma al resto degli indizi a disposizione dei militari. Intanto, sono al vaglio anche i filmati del sistema di videosorveglianza installato all'esterno della rivendita di gioielli: dai fotogrammi e da alcune testimonianze, sarebbe spuntato il modello della vettura.

Ora si guarda a nord, nel Brindisino. I due casi potrebbero essere collegati, anche se al momento si tratta soltanto di un forte sospetto nutrito dagli inquirenti, una serie di coincidenze che, pur non avendo ancora riscontri ufficiali, si sta facendo strada col passare delle ore.

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