Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Fermato con i panetti: "Li custodivo in cambio di 500 euro"

Senad Ahmetovic, il 23enne slavo fermato nel rione San Pio con 12 chili di droga, resta in carcere. Nell'interrogatorio, s'è difeso sostenendo che sarebbe dovuto passare a prendere il carico un albanese

LECCE – Resta in carcere Senad Ahmetovic, il 23enne di origine slava arrestato dalla squadra mobile di Lecce nel corso di un blitz avvenuto venerdì scorso nell’abitazione di via Dalmazio Birago, dove risiede anche il fratello, Denis, più grande di sette anni, il quale si trovava già ristretto ai domiciliari per spaccio (ma la cui posizione in questa faccenda specifica resta ancora da definire). Così ha deciso questa mattina il gip Stefano Sernia, dopo l’interrogatorio di garanzia, convalidando l’arresto.

Durante il sopralluogo, gli investigatori avevano ritrovato diversi panetti contenenti marijuana, per quasi 12 chilogrammi. Per la precisione, 11,787. La droga, come attestato dalla stessa polizia (gli agenti erano appostati nei paraggi) sarebbe stata consegnata ad Ahmetovic in un sacco di plastica nero, da spazzatura, da un uomo al momento rimasto senza nome e senza volto, giunto nei pressi di casa del 23enne a bordo di una Golf Volkswagen blu. Di questa, non era stato possibile annotare la targa a causa della distanza e della pioggia scrosciante di quel pomeriggio.

Durante l’interrogatorio odierno, che s’è svolto nel carcere di Borgo San Nicola, Ahmetovic, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, ha ammesso di aver preso in carico lo stupefacente, ma ha anche spiegato che avrebbe dovuto tenerlo poco tempo. A suo dire, sarebbe passato a prelevarlo a breve un albanese, in cambio di un corrispettivo di 500 euro.

Dunque, avrebbe agito per un favore nei confronti di questo soggetto e per ottenere un corrispettivo, ma non sarebbe affatto uno spacciatore abituale. Così ha cercato, dunque, di alleggerire la propria posizione, sebbene diversamente la pensi la squadra mobile, secondo la quale lui e il fratello si sarebbero resti responsabili di un intenso traffico di sostanze stupefacenti nel rione San Pio.  

Vi saranno sicuramente da svolgere approfondimenti investigativi, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal 23enne, nell’ambito dell’inchiesta in mano al sostituto procuratore Roberta Licci, ma nel frattempo Ahmetovic non può ancora lasciare la cella in cui è ristretto.  

DSCN5315-2Gli investigatori della squadra mobile, dopo aver raccolto – fra l’altro – segnalazioni di residenti del rione – venerdì scorso si erano appostati intorno alle 18 nei pressi di casa dei fratelli (che formalmente hanno residenza nel campo “Panareo”, ma un domicilio anche in città), fino quando, intorno alle 19,40, non avevano visto arrivare nei pressi del cancello d’ingresso Senad Ahmetovic, a bordo di un’Audi A7 scura, condotta da un altro soggetto che si era allontanato.

Cinque minuti dopo essere entrato, il 23enne era uscito da casa per prendere il già citato sacchetto nero da una Golf, condotta da un altro individuo, che era a sua volta subito ripartito. A quel punto era scattato il blitz.

Dopo aver bussato alle porte di casa, qualificandosi come poliziotti, prima che la porta fosse aperta, gli agenti avevano udito alcuni tonfi. Una volta dentro e annotato come vi fossero Senad e Denis Ahmetovic, più quattro donne della stessa famiglia, si erano diretti verso i balconi e le finestre, per scoprire come i panetti fossero stati lanciati sui terrazzi in basso nel tentativo di nasconderli alla men peggio.

Da qui, era scattato l’arresto per il più giovane dei fratelli, quello che pochi minuti prima era ben visto ritirare il sacco dalla Golf.

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