Spaccio, furto ed estorsione: scattano due fermi e sette denunce

I provvedimenti all’alba, a seguito di mesi di indagini eseguite dalla squadra mobile. Fermati un 37enne del capoluogo salentino e un 30enne di Caprarica di Lecce

Foto di repertorio.

LECCE – Due fermi e sette indagati alle prime luci del giorno. Antonio Marco Penza e Antonio Leto, di 37 e 30 anni, uno di Lecce e l’altro di Caprarica sono stati infatti bloccati dagli agenti della squadra mobile, al termine di una prima fase investigativa. Le indagini, durate diversi mesi, sono state condotte dai poliziotti guidati dal vicequestore Alessandro Albini a partire dall’estate scorsa.

A far scaturire i provvedimenti di fermo le abitudini dei due studiate nel tempo grazie anche alle videocamere: gli investigatori della questura hanno registrato la loro propensione a continui viaggi, spesso anche all’estero. Pertanto era più che probabile un loro allontanamento dalle loro residenze e quindi un pericolo di fuga.

Ai sette indagati vengono contestati a vario titolo i reati cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina in concorso tra loro, reato di cui risponde anche Leto. Risponde invece di furto aggravato e estorsione in concorso: di quest’ultimo reato risponde invece Penza. La misura nei confronti dei due, entrambi noti alle forze dell’ordine, è stata emessa dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi nell’ambito di un’operazione in cui sette individui risultano indagati a piede libero.

I fatti

Lo scorso 19 novembre, due degli indagati perpetrarono il furto di un gommone del valore di 25mila euro, da rivendere poi alla criminalità albanese che l’avrebbe utilizzato per i traffici di stupefacente. Il colpo avvenne in un deposito tra Monteroni di Lecce e Magliano e quando si scoprì che i proprietari erano due fratelli vicini alla criminalità locale si decise di restituirlo, chiedendo comunque il pagamento di una somma di duemila e 500 euro come “cavallo di ritorno”.

L’operazione fu gestita da Penza, in concorso con altri indagati. Nello stesso episodio ebbe la sua parte Salvatore  Bruno, pregiudicato 54enne di Lizzanello, che aveva commissionato il furto per concludere affari con la criminalità albanese. Il 14 dicembre scorso, Bruno, noto nell’ambiente con il soprannome di “Bambinone”, fu bloccato e arrestato dagli uomini della squadra mobile con circa 40 grammi di cocaina, parte di una consegna che Leto gli aveva appena fatto. Già il 14 novembre, dunque giorni prima, gli investigatori avevano recuperato altri 140 grammi di cocaina, anche questi appena ceduti da Leto a Bruno, ma in quel caso non fu possibile procedere all’arresto.

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