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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca Nardò

"Fermiamo lo sgombero", Cgil in presidio a Boncuri

Le operazioni di chiusura nella tendopoli di Nardò si sono momentaneamente fermate per l'intervento del sindacato e dei volontari. I soldi offerti dal Comune non bastano. Appello alle istituzioni

NARDO' - Le operazioni di smantellamento delle tende di Masseria Boncuri a Nardò, iniziate ieri, oggi si sono fermate. Dalle otto di questa mattina, infatti, erano già tutti a Boncuri per il presidio di resistenza contro lo sgombero imposto dal Comune (con dieci giorni d'anticipo sulla tabella di marcia), organizzato dalla Cgil cui hanno aderito singoli, studenti universitari e le associazioni che si occupano dei migranti, Finis Terrae e Brigate di solidarietà attiva.

L'obiettivo, almeno per il momento, è stato centrato: le strutture per il ricovero sono ancora tutte lì, per dare qualche giorno di respiro ai migranti, di sicuro fino al 6 settembre, giorni necessari a mettere insieme i soldi per il viaggio di ritorno o per cercare nuova occupazione. "Non si tratta di una proroga dei servizi, né della gestione dell´accoglienza, bensì soltanto di una decisione dettata dal buon senso e dal senso di civiltà che permetterà ai lavoratori di non essere costretti a finire nel Salento questa dura stagione di lotta e di lavoro dormendo sulla nuda terra, riparati soltanto dagli ulivi", spiega la Cgil.


Che sia la propria casa d'origine, o un altro campo agricolo in grado di offrire un lavoro altrettanto faticoso , ma magari senza lo spettro del caporalato, poco importa: quelle 30 euro offerte a ciascuno dall'amministrazione comunale, da spendere in un'agenzia viaggi convenzionata, non possono bastare a coprire il costo di un intero biglietto.

Sessantatre euro di treno dovrebbe infatti spendere Habib, tunisino con tre figli a carico, per ritornare in Toscana e riprendere la sua occupazione invernale. Il nord d'Italia, assicura lui, offre un'accoglienza quasi commovente a chi fugge dalle guerre e dalla fame: lavoretti si, ma non si trovano in giro "capi neri" pronti a riscuotere il "pizzo". Dall'altra parte, l'impegno economico che si è assunto il comune di Nardò non è indifferente: 4 mila e cinquecento euro peseranno pure sul bilancio di un piccolo ente che si è trovato solo nel fronteggiare un'emergenza economica e lavorativa di tale portata. Mettici, poi, il crollo della domanda di angurie sul mercato ortofrutticolo e la frittata è fatta.

Quest'anno è andata cosi, ma "per la prossima stagione cercheremo di costruire l'accoglienza dei migranti su basi diverse - spiega l'assessore comunale all'immigrazione, Vincenzo Renna - favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, per evitare la disoccupazione, ma sempre con la collaborazione di tutte le istituzioni e delle aziende agricole".

"L'ospitalità offerta da Boncuri non può essere scaricata tutta sulle casse comunali di Nardò - sottolinea la segretaria confederale, Antonella Cazzato - e soprattutto la sua funzione è sussidiaria rispetto agli obblighi della aziende agricole che dovrebbero provvedere all'alloggio dei lavoratori".

Dito puntato quindi, ancora una volta sui grandi assenti, mentre il sindacato annuncia che non si muoverà dal campo, finchè non si farà vivo qualcuno dalla Provincia, dalla Regione Puglia, dalla Prefettura di Lecce, dal ministero degli Interni o magari anche dalla curia, perché l'appello è arrivato anche al vescovo di Nardò, Domenico Caliandro. Intanto, già nella tarda mattinata, una delegazione del sindacato ha incontrato il sindaco, Marcello Risi, che ha acconsentito al mantenimento delle tende fino al 6 settembre.


"Non si tratta di una proroga dei servizi, ma solo di una decisione dettata dal senso di umanità", ha commentato la Cgil che ha annunciato che la battaglia non si fermerà qui, proprio per evitare il ripetersi dell'emergenza di Nardò anche il prossimo anno.

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