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Cronaca

Greco resta candidato: "Sono il pretesto per denigrare il rettore"

Il docente interviene sulla polemica interna alla facoltà di Giurisprudenza e conferma la sua candidatura per il Senato accademico. Su di lui le perplessità del direttore del dipartimento di Scienze giuridiche

LECCE - Dopo quello del rettore dell'Università del Salento, Domenico Laforgia, riportiamo l'intervento integrale del professor Fernando Greco. In ateneo la tensione resta alta, le elezioni per il Senato accademico sono alle porte e a Giurisprudenza le acque sono agitate. Il 5 e il 6 maggio verranno eletti i nove componenti - scelti tra docenti e ricercatori, divisi per aree scientifiche - che, sommati agli otto direttori di dipartimento, ai rappresentanti degli studenti e degli amministrativi, comporranno il massimo organo universitario. La candidatura di Greco non sarebbe condivisa da tutto il Dipartimento di scienze giuridiche e il malumore è emerso con una presa di posizione pubblica del direttore dello stesso, Raffaele De Giorgi, che ha accusato il rettore di aver imposto una persona a lui vicina. Ieri l'intervento del rettore, oggi quello del diretto interessato.

 
"Non pensavo di essere costretto a rendere pubblico un fatto in sé ovvio e che trova conferma nello scambio di e-mail di questi giorni: ho maturato la decisione di candidarmi al Senato accademico assai prima che si eleggesse il Direttore del Dipartimento e l’ho comunicata a molti colleghi ed anche al professore Raffele De Giorgi (che non aveva, fino a quel momento, espresso alcun tipo di perplessità, né aveva fatto riferimento all’interesse  di altri colleghi) prima di renderla ufficiale". 
 
"Per questo ritengo che non sia mio compito quello di rendere chiari all’Università e alla città (visto che qualcuno ha voluto un dibattito pubblico su una faccenda che doveva rimanere all’interno del Dipartimento) i mutevoli comportamenti di altri. Da parte mia, ho invece avuto sempre una sola parola, adottando atteggiamenti coerenti e giocando sull’unico tavolo della trasparenza".
 
"Per questo, il 29 febbraio ho ufficializzato via mail la mia candidatura a tutti i colleghi del Dipartimento di Scienze Giuridiche. Il tanto vituperato “coinvolgimento” del Rettore in questa mia decisione è stato reso noto e a tal riguardo non ho niente da aggiungere, né da precisare rispetto a quanto da lui stesso dichiarato. Chi mi conosce sa che non mi sono limitato a votare per il prof. De Giorgi, ma l’ho sostenuto in tutta convinzione sia in occasione della difficile campagna elettorale che lo portò a essere eletto Preside sia nella sua candidatura a Direttore di Dipartimento: candidatura che ho sollecitato personalmente quando il Prof. De Giorgi era in Sudamerica, già lo scorso anno".
 
"Non mi piace fare sfoggio dei miei sentimenti di amicizia, di affettoe di stima, nemmeno ora che sono messi a dura prova, ma lo spietato e volgare scambio di corrispondenza di questi giorni mi ha costretto a confrontarmi con una realtà che ignoravo: sono stato usato come capro espiatorio da chi fino a quel momento avevo creduto  amico, sono diventato pedina di un gioco che va ben oltre l’elezione di un senatore accademico, la mia candidatura è diventata il pretesto per una campagna denigratoria ai danni del Rettore".
 
"E’ bastato non cedere all'invito a desistere dai miei propositi, perché la mia dignità, la mia amicizia, la mia lealtà, le mie capacità, il mio impegno, sia in ateneo sia in Facoltà, venissero “di colpo” calpestati e negati con la apatia di una e-mail, anche questa resa pubblica, dal prof. De Giorgi. Non ho intenzione di fare passi indietro, a maggior ragione ora. Mi auguro che il confronto con l’altro candidato, di cui si parla, per il momento, sotto voce e solo nei corridoi, sia leale e trasparente."
 
Pankiewicz: "Ritroviamo l'orgoglio di essere Università del Salento".
 
Sulla vicenda è intervenuto anche Wojtek Pankiewicz, consigliere comunale che è titolare della cattedra di Istituzioni di Diritto pubblico. "Chi mi conosce sa bene che rifuggo dagli atteggiamenti paternalistici e pilateschi. Non posso, però, questa volta, fare a meno di rivolgermi con grande rispetto a tanti cari e stimati colleghi per dire che è giusto, dato che fortunatamente siamo in democrazia, confrontarci e anche litigare nelle sedi competenti, ma che, alla luce di quello che sta succedendo in questi giorni, dovremmo tutti, nessuno escluso, cercare di riscoprire e recuperare l’orgoglio di essere Università del Salento, un’Università che ha conseguito tanti riconoscimenti e che punta all’eccellenza".
 
"Anche quest’anno, come sempre di questi tempi, molti amici mi hanno chiesto per i loro figli che stanno per sostenere gli esami di maturità, quale Facoltà e quale sede io consigliassi. A tutti io dico che tutte le Facoltà del nostro Ateneo sono ottime, formano bene, aprono tante strade, e che non conviene quindi impegnare quasi uno stipendio per mantenere un figlio  agli studi fuori, tranne che non voglia fare Medicina o Architettura. Ciò che sta succedendo ci danneggia molto".
 
"Il nostro Ateneo, invece, è perfettamente in grado di formare i giovani e trasferire know how acquisito in tutte le branche del sapere, dalla comunicazione alla tecnologia, dallo sviluppo economico all’internazionalizzazione. Se la nostra Università continua a crescere, cresce la cultura e cresce il territorio salentino".
 
 
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