Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Allarme rapine, ma preoccupano usura e reati dei colletti bianchi

Comunicati i dati dell'attività dei carabinieri negli ultimi dodici mesi. Aumentano i reati predatori, ma anche le infiltrazioni mafiose negli appalti. Il comandante provinciale dell'Arma, Maurizio Ferla: "Serve maggiore sinergia"

La cerimonia al PalaVentura di Piazza Palio

LECCE – Più rapine, più denunce a piede libero, più droga sequestrata. Sono alcune delle indicazioni emerse dalla conferenza stampa tenuta dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Maurizio Ferla, sull’attività operativa svolta dall’Arma negli ultimi dodici mesi. Ma, oltre alle comparazioni statistiche con l’anno precedente, emerge anche la preoccupazione rispetto a certi reati come l’usura e quelli contro la pubblica amministrazione. Maggiore sinergia e determinazione, questa è stata la sollecitazione del comandante dei carabinieri che, sulle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, ha dichiarato: “Nulla vieta di chiedere la certificazione antimafia anche per importi inferiori ai 19mila euro”.

Aumentati drasticamente - da 1 a 5 - anche gli omicidi, nessuno dei quali, però, riconducibile alla criminalità organizzata. Segnali incoraggianti vengono dalla prevenzione, sia per quanto riguarda le violazioni del codice della strada – nonostante l’indice di mortalità sia destinato a superare quello del 2011, quando però c’era stato un abbattimento del 50 per cento rispetto all’anno precedente -, sia per ciò che concerne la sorveglianza speciale o associata all’obbligo o divieto di soggiorno. In leggero calo il numero delle estorsioni, passate da 63 (di cui 45 scoperte) a 61 (51 quelle scoperte).

Rapine, 60 episodi in più. I denunciati a piede libero aumentano di 2 mila e 500 unità.

A fronte di un notevole dispiegamento di forze sul territorio provinciale – sono mille e cento i militari dell’Arma – e di una maggiore visibilità per le vie dei centri abitati anche a costo di pattugliamenti a piedi, i dati mettono in evidenza l’escalation di rapine: sono state 140 quelle consumate tra giugno 2010 e lo stesso mese del 2011 (di cui 54 scoperte con 28 arresti); nei dodici mesi successivi sono passate a 202 (delle quali 67 scoperte e 49 arresti). Crescono anche i furti, ma in misura considerata fisiologica: da 7261 episodi a 8021. Ritenuto nella norma anche l’incremento nel numero degli arresti – da 740 a 811 –, ma ciò che colpisce è l’impennata nel numero di denunce a piede libero.

Se nell’ultimo rapporto il dato si attestava sui 4376 deferimenti, l’ultimo anno ha registrato un aumento fino a 6919, gran parte delle quali da parte di soggetti “alle prime armi” che attentano al patrimonio pubblico o a quello privati per materiale di relativo valore. E in molti casi la denuncia in stato di libertà è considerata una sanzione afflittiva nella giusta proporzione.

Droga, esplosivi, beni della criminalità proposti per il sequestro: il trend è in crescita.

Il quantitativo di sostanze stupefacenti sequestrato è aumentato in maniera esponenziale: 380 chilogrammi rispetto ai 56 del rapporto 2011. “Boom” per quanto riguarda gli esplosivi: da 210 a 371 chili. Ma su queste due tipologie di attività pesano considerevolmente due operazioni recenti: quella che il 22 aprile portò al sequestro – assieme alla guardia di finanza – di una montagna di marijuana e quella che scaturì dal rinvenimento di mezzo quintale di tritolo a Torre Rinalda.

Il lavoro investigativo dei militari dell’Arma ha portato anche all’incremento del valore complessivo dei beni appartenenti alla criminalità organizzata di cui è stato proposto il sequestro: da 3 milioni 128mila euro si è passati a 4 milioni 520mila.

Usura e reati dei “colletti bianchi”: fenomeni criminali che necessitano di risposte forti.

Nella seconda parte della conferenza, tenuta a margine della Festa dell'Arma, il colonnello Ferla ha indugiato su alcuni reati che sfuggono, per vari motivi, ad una rappresentazione quantitativa soddisfacente e che necessiterebbero perciò di un quadro normativo aggiornato alla loro complessità. Partendo dal dato oggettivo di 11 interdittive emesse dalla prefettura per infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, il comandante dei carabinieri ha riconosciuto che “si potrebbe fare qualcosa in più nella fase preventiva”, ripristinando, ad esempio, “il sistema dei controlli che c’era una volta”, monitorando i profili di responsabilità dell’apparato tecnico-burocratico della macchina amministrativa.

ferla-2Per certi versi, l’autonomia degli enti locali - insieme ad alcune previsioni del codice che non trovano riscontro, ad esempio, nei paesi di diritto anglosassone - pare aver favorito l’indebolimenti di alcuni meccanismi di controllo prima esistenti: “Il segretario comunale – ha chiosato Ferla – una volta dipendeva dal ministero degli Interni”. Il sistema degli appalti, insomma, resta il comparto più permeabile dalla criminalità e, rispetto a questo, secondo il comandante provinciale, si può operare anche oltre il dettato normativo, come a proposito della certificazione antimafia per i cosiddetti appalti sottosoglia.

Calano le denunce dei fenomeni di usura, da 6 a 3 ma gli arresti negli ultimi dodici mesi sono stati 9. Numeri questi che lo stesso Ferla ha giudicato non esaustivi, considerata la spirale di omertà e di impenetrabilità che spesso circonda questa fattispecie di reato. La vittima di usura, spesso, è costretta a commettere lo stesso crimine secondo un sistema a garanzia del primo prestatore che ha tutto l’interesse a creare condizioni di ricattabilità con le quali scoraggiare eventuali ipotesi di denuncia.

La Festa dell’Arma: tutti i nominativi dei carabinieri premiati.

Durante la Festa dell’Arma, che per il pericolo di pioggia è stata spostata al PalaVentura di Piazza Palio, sono stati premiati 26 militari: encomio semplice da parte del comandante della Legione Puglia per il luogotenente Luigi Vergaro, il maresciallo aiutante Enrico Leo e il vice brigadiere Antonio Rizzo, dell’aliquota operativa della compagnia di Lecce, per indagini per droga che portarono – tra il 2009 e il 2010 – a due arresti in flagrante e nove su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Stesso riconoscimento per il luogotente Daniele Garzia, il maresciallo aiutante Massimo Falconieri, il maresciallo Damiano Cambò, il brigadiere Giuseppe Rizzo e l’appuntato scelto Matteo Dell’Anna, del nucleo investigativo, per un’operazione condotta tra il 2007 e il 2010 per stupefacenti e rapine conclusa con undici arresti in flagrante e quattordici in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare. Stesso encomio anche per Giuseppe Grego, brigadiere della stazione di Monteroni che nel 2011 ha evitato lo scoppio di una bombola di gas e per Domenico Taddei, della stazione di Santa Rosa di Lecce, per salvato un neonato da una crisi respiratoria.

Elogio invece per il luogotenente Antonio Saponaro e per il maresciallo aiutante Antonio Giudice, dell’aliquota operativa della compagnia di Campi Salentina, per indagini che portavano all’arresto di una persona, alla denuncia di altre 42 per riciclaggio e ricettazione e al recupero di 67 autovetture. Encomio semplice per Alessandro Todaro e Giuseppe Muscatello, entrambi maresciallo aiutante, per Osvaldo Leo, maresciallo, Marco Rollo, brigadiere, e per i vice brigadiere Antonio Greco e Silvio Immacolato, tutti della compagnia di Gallipoli, per le indagini che hanno portato tra il 2009 e il 2010 all’arresto di 24 persone tra Galatina e Copertino.

Riccardo Musardo e Vito Cantoro, marescialli aiutante, Daniele Merico e Giuseppe Della Bona, brigadieri, e Fredy Antonio Cursano, appuntato scelto, hanno meritato l’encomio semplice per aver contribuito in maniera determinante all’operazione “Bamba” conclusa con l’arresto di 21 persone per traffico internazionale di stupefacenti, armi e munizioni.

Encomio semplice da parte del comandante della Legione Lombardia per l’appuntato Giovanni Stella, ora alla stazione di Maglie, per aver contribuito personalmente, affrontandolo, un pericoloso squilibrato che teneva in ostaggio un uomo sotto la minaccia di due coltelli, nel 2009 a Cinisello Balsamo (Mi). Elogio per l’appuntato scelto Sergio Bramato, della stazione di Presicce, per un trienni di servizio che ha visto l’arresto di 22 persone per reati contro il patrimonio, droga e delitti contro la persona, tra il febbraio del 2009 e il settembre del 2011.

Per il brigadiere Giorgio Cosimo, facente parte del contingente dei carabinieri presso la missione “Eulex” in Kosovo, è arrivato l’elogio del comandante del corpo per il costante e lodevole comportamento in servizio per lo svolgimento di particolari doveri della missione.

DOCUMENTI IN ALLEGATO

Il discorso del comandante provinciale dell'Arma, colonnello Maurizio Ferla

Il report sull'attività operativa dal primo giugno 2011 al 4 giugno 2012

 

 

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