Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Via Siracusa

Fiamme sul furgone della madre di Polimeno, accusato dell'omicidio in piazza Palio

Un atto di ritorsione? Non è chiaro quale sia il movente, ma è certo che la famiglia di Salvatore Polimeno, detto Andrea, 24enne leccese, condannato in primo grado per l'omicidio di Valentino Spalluto, è stata già destinataria in passato di un episodio analogo

LECCE – Un atto di ritorsione? Non è chiaro quale sia il movente, ma è certo che la famiglia di Salvatore Polimeno, detto Andrea, 24enne leccese, condannato in primo grado per l’omicidio dell’incolpevole Valentino Spalluto, 20enne di Surbo (secondo gli inquirenti, Polimeno avrebbe letteralmente sbagliato obiettivo), è stata destinataria per la seconda volta in poco tempo di un attentato incendiario.

Se il 18 novembre del dello scorso anno le fiamme divorarono una Fiat Punto intestata alla madre del giovane, Olimpia Pezzuto, in via Brescia, nel primo pomeriggio, qualcuno ha messo fuoco al furgone Daily Iveco usato per l’attività di commercio ambulante. Era posteggiato alle spalle dell’abitazione, in via Siracusa. Sul posto è intervenuta per prima una volante di polizia. Le fiamme hanno danneggiato la parte anteriore del veicolo.

L’omicidio del giovane operaio, che stava lavorando all’allestimento del palco all’interno di “LecceFiere”, struttura di piazza Palio, dove si sarebbe dovuto tenere un concerto di Laura Pausini, avvenne il 2 agosto del 2012. La squadra mobile, pur fra reticenze e omertà, sono riusciti a ricostruire la vicenda, attribuendo a Polimeno l’assassinio. Tuttavia, secondo la polizia, nel mirino sarebbe dovuto finire Alessandro Leo, un giovane leccese che lavorava nella stessa squadra di Spalluto, vagamente somigliante per fattezze fisiche a quest’ultimo, e con cui Polimeno avrebbe avuto pesanti screzi per motivi di droga.   

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