Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Fiamme nella Tenuta Monacelli, bruciati duemila alberi di ulivo

L’episodio sulla Lecce-Torre Chianca ha impegnato a lungo i vigili del fuoco che attraverso il sindacato hanno scritto a prefetto e sindaco: “Troppi incendi. Abbiamo bisogno di più mezzi e uomini”

LECCE - Sono state ore di duro lavoro per i vigili del fuoco che nella notte sono intervenuti per domare un vasto incendio divampato a Tenuta Monacelli, sulla Lecce-Torre Chianca, segnalato da diversi automobilisti. Ma nonostante gli sforzi profusi per estinguere le lingue di fuoco che hanno colpito la zona a Nord-Est del capoluogo, a pochi chilometri dalla storica masseria, oggi nota location per eventi, sono andati distrutti circa duemila alberi di ulivo (nella foto in apertura).

Dell’episodio sono stati informati i carabinieri e saranno le indagini a chiarire le cause del rogo, se dolose o accidentali.

Certo à che le operazioni di spegnimento sono state particolarmente difficoltose tant’è che i "caschi rossi" leccesi hanno dovuto chiedere il supporto di altre due squadre, giunte una da Taranto, l’altra da Brindisi.

La mancanza di risorse necessarie per fronteggiare l’emergenza è stata oggetto di una lettera firmata dal segretario territoriale di Unione italiana lavoratori pubblica amministrazione (Uilpa) Alessandro De Giorgi, indirizzata al prefetto Maria Rosa Trio, al sindaco di Lecce Carlo Salvemini, al comandante provinciale dei vigili del fuoco Antonio Panaro e alla segreteria regionale del sindacato.

“Ci risiamo, il Salento è in fiamme, e come ogni anno, ancor prima che le convenzioni antincendio boschive regionali inizino. Quest’anno la situazione è ancor più drammatica, a causa della carenza di mezzi e di uomini per i vigili del fuoco”, questo l’incipit della missiva in cui si fa presente di come le campagne abbandonate, la mancata prevenzione e l’assenza di controllo dei terreni incolti, le sterpaglie molto alte, gli alberi d’ulivo abbandonati e secchi, siano un mix esplosivo che rende fertile i terreni per gli incendi di massa.

Uilpa ha segnalato che ieri, come nelle giornate precedenti, sono giunte centinaia di chiamate d’intervento al 115, che hanno di fatto obbligato a chiedere aiuto ai vicini comandi.

Il sindacato denuncia di essere costretto a lavorare con mezzi usurati e numericamente insufficienti a garantire un soccorso dignitoso ed adeguato e con poco personale: “Mancano APS, solo una nuova assegnazione, a fronte di un età media del parco automezzi di circa di 20/25 anni e 400mila chilometri di media percorsi per ciascun veicolo. Mancano pick-up: a fronte di quattro messi fuori uso, solo uno in nuova assegnazione. Manca personale qualificato e vigile del fuoco a causa dei recenti quanto discutibili criteri di assegnazione nazionale, basati sulle percentuali di carenza dei diversi comandi e non sulle reali carenze a carico dei comandi. Come se non bastasse, le risorse in convezione Regionale AIB, garantiranno solo 28 giorni su 92, la squadra supplementare di rinforzo AIB VVF, un taglio netto di 17 giorni rispetto all’anno precedente, che diventa di 32 giorni, se rapportato all’anno 2019 ed ai precedenti!”.

Secondo Uilpa, le cause di aumento degli incendi sono da imputare principalmente allo stato di abbandono e non curanza di privati e pubblici terreni, invasi da arbusti ed erbacce di ogni genere, che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

“È auspicabile che i comuni lavorino per garantire la salubrità dall'ambiente, il decoro e la pulizia delle campagne private e pubbliche, ottemperando agli obblighi di prevenzione e controllo. Così come da ordinanze atte a regolare i compiti e gli obblighi che i comuni devono rispettare e far rispettare. In virtù di questo preme conoscere i dati emersi dalla famosa check list per la valutazione dell’indice comunale di rischio incendi boschivi e di interfaccia, o se la stessa abbia sortito gli effetti sperati in termini di classifica di comuni virtuosi”, si legge in un altro passaggio della lettera in cui il sindacato chiede al prefetto e al sindaco di intervenire in qualche modo per riuscire a sgravare il carico di lavoro, già troppo pesante a inizio stagione, per acquisire mezzi, in comodato d’uso, magari attraverso l’intercettazione di fondi Por, o attraverso aiuti da parte di imprenditori privati.

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