Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Via Belgio

Fiat smantella gli accordi sindacali. Lecce come Pomigliano?

Accordi non più validi dal 1°gennaio 2012. A Lecce, però, cambia poco. Fim e Uil, pronte a negoziare il nuovo contratto per Fiat Cnh. Fiom preoccupata per possibile applicazione del modello Pomigliano

Foto LeccePrima, tutti i diritti riservati

 

LECCE - La comunicazione del Lingotto è arrivata ieri sera tramite lettera: dall'inizio del nuovo anno, gli accordi sindacali vigenti in tutti gli stabilimenti automobilistici del gruppo, non saranno più validi. L'azione dell'amministratore delegato, Sergio Marchionne, mira a rientrare nei nuovi parametri del mercato del lavoro e segna un passo di discontinuità con una, presunta, arretratezza nazionale. Ma la posizione dei sindacati nazionali, registra un certo allarme circa la possibilità di estendere il famigerato modello "Pomigliano" a tutti i siti produttivi del colosso Fiat.

Tradotto in parole povere, secondo la Fiom Cgil, un vistoso passo indietro nei diritti acquisiti dai lavoratori. Si apre così una nuova stagione di contrattazione sindacale che porterà a una ridefinizione del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, o su un modello unico, oppure con variazioni locali. Certo è che i sindacati torneranno a sedersi al tavolo delle trattative con il colosso automobilistico. Tutti, probabilmente, tranne la Fiom Cgil ferma su posizioni antagoniste, che già annuncia il ricorso alle vie legali e a tutti gli strumenti di contrasto previsti dalla Costituzione italiana.

Per quanto riguarda lo stabilimento leccese Fiat Cnh, che produce macchine movimento terra, al momento cambia poco. "Gli accordi sindacali vigenti sin dal '71, erano stati disdetti da Fiat già nel luglio di quest'anno", spiega il rappresentante della Uilm Uil di Lecce, Piero Fioretti che si dice aperto alle nuove trattative. Di fatto, verranno disconosciute le figure degli esperti sindacali: lavoratori nominati "esperti" che pur non avendo potere contrattuale, godevano dell'agibilità sindacale, di una serie di diritti, cioè, connessi all'esercizio dell'attività.

In più, da gennaio, lo stabilimento Cnh dovrà rinnovare il contratto ai propri operai. La preoccupazione del leader locale della Fiom, Salvatore Bergamo, è sul come si muoveranno i due sindacati firmatari del contratto vigente dal 2009 (Cgil non ha firmato, ndr). "Fim e Uilm accetteranno la disdetta?", si chiede Bergamo, che considera "grave" una possibile estensione a macchia d'olio del modello Pomigliano. "Ci stiamo già predisponendo a lavorare su un nuovo accordo", risponde Sergio Calò, segretario Fim Cisl di Lecce che valuta con ottimismo la possibilità di trasformare "la difficoltà posta da Marchionne in un'opportunità" per tutelare meglio i diritti dei lavoratori.

Nessun allarmismo nemmeno sulla possibile ridefinizione di turni, straordinari e pause per gli operai di Cnh: "Il modello Pomigliano non è esportabile, perchè Lecce ha le caratteristiche di uno stabilimento normale. - aggiunge - Diverso è il tipo di organizzazione aziendale e i ritmi produttivi non sono particolarmente stressanti ". D'altra parte, Calò punta il dito contro le "lamentele" della Fiom: "Dopo la sconfitta alle elezioni interne, e dopo che si è rifiutata di firmare l'accordo nel 2009, ha perso anche parte dei propri diritti sindacali".

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