Fiesta lanciata come una Bmw? Misteri dell'autovelox

Ad uomo di Lizzanello ritirata la patente a Fasano (ora restituita) per eccesso di velocità. Secondo l'apparecchio la sua Fiesta viaggiava a 175 chilometri. Ma il massimo delle prestazioni è di 163...

Foto d'archivio
La patente gli è stata restituita. Proprio oggi, il Giudice di pace di Fasano ha accettato l'istanza provvisoria del ricorso alla riconsegna del documento di guida sequestrato a Francesco Viscusi, un automobilista di Merine, frazione di Lizzanello a pochi chilometri da Lecce, che se l'era vista ritirare dalla polizia stradale di Brindisi per eccesso di velocità. La presunta (mai come in questo caso) infrazione era stata rilevata l'8 febbraio scorso al chilometro 11.700 della statale 379, al bivio per Montalbano, in territorio di Fasano. Perché infrazione "presunta"? Perché, come segnalato da Giovanni D'Agata, componente del dipartimento nazionale "Tutela del consumatore" di Italia dei Valori, il caso ha in sé i crismi del paradosso bello e buono.

Secondo i rilevamenti della stradale, effettuati tramite un apparecchio Telelaser LT 2020, Viscusi avrebbe infatti spinto la sua Ford Fiesta alimentata a gasolio fino alla soglia dei 167 chilometri orari (che, è bene precisarlo, in realtà sarebbe persino "175 chilometri orari se non si tenesse in debito conto la riduzione del 5 per cento"), superando di gran lunga il limite di 110 chilometri orari previsto per quel tipo di strada. Insomma, un'utilitaria con prestazioni da auto sportiva. Motore truccato? Ovviamente no. E allora? E allora, forse l'apparecchio, quell'apparecchio che è costato a Viscusi, oltre al ritiro della patente, anche una pesante multa da 370 euro e ben 10 punti alla patente, può essere difettoso, magari per assenza di verifiche e manutenzione. Come spiegato nei documenti addotti al giudice dallo stesso Viscusi, a partire dal libretto di circolazione, la casa automobilistica produttrice ha indicato nell'anno 2008, quale velocità massima per quel modello non più di 163 chilometri orari, in condizioni ottimali. E poiché l'auto è in strada ormai da quasi tre anni, si presumere che la velocità massima effettivamente raggiungibile sia persino inferiore, in considerazione dell'usura. Tanto più che Viscusi la utilizza quasi ogni giorno per lavoro, percorrendo da Lecce la via che lo porta verso le zone del foggiano, e ritorno.

Ma non solo. Al momento della contestazione, Viscusi ha precisato che in realtà non andava oltre i 90 chilometri orari, portando con sé anche un testimone, Alessandro Chiarello di Corsano, che viaggiava nell'auto con lui. E allora, com'è possibile che un'auto che - secondo il suo proprietario - non sorpassava i limiti, sarebbe andata per l'apparecchio miracolosamente oltre le sue più mirabili prestazioni? E' possibile che vi sia stata un'errata lettura, di carattere tecnico o umano? Secondo Viscusi ed il suo testimone, che sedeva al lato del passeggero, in quel momento un'altra auto lo avrebbe affiancato, in fase di sorpasso. E chissà che non sia stata questa a superare, e di gran lunga, i limiti di velocità.

Il ricorso si è quindi basato su diversi punti sostanziali. Fra cui: "l'inesistenza della presunta infrazione per errore umano o tecnico: l'autovettura Ford "Fiesta" 1.4 alimentata a gasolio non può raggiungere la velocità di 167 chilometri orari", che arrivano a 175 chilometri orari per i motivi già descritti; "l'illegittimità dell'infrazione amministrativa per omesso obbligo di segnalazione del rilevamento elettronico della velocità su ogni tipologia di strada mediante apposita segnaletica verticale luminosa"; ma anche il "mancato riferimento sul verbale di accertamento di infrazione della foto come prova della avvenuta violazione" e la "mancanza di prova rigorosa sulla perfetta funzionalità dell'apparecchio Autovelox utilizzato". E la patente, ora, è tornata a casa.

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