Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Figli minorenni di amici molestati in casa, coniugi finiscono al banco degli imputati

Disposto oggi il rinvio a giudizio di due uomini accusati di violenza sessuale di gruppo. Gli episodi "incriminati" finiranno al vaglio dei giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce, a partire dal prossimo 5 febbraio

LECCE - Si aprirà il prossimo 5 febbraio il processo con rito ordinario ai coniugi, un 48enne e un 42enne, residenti in un comune del Basso Salento, accusati di aver accolto in casa i figli minorenni dei loro amici e di aver abusato di loro, in circostanze differenti. A disporre il rinvio a giudizio è stata la giudice Giulia Proto, all’esito dell’udienza preliminare discussa questa mattina e durante la quale le famiglie dei ragazzi si sono costituite parti civili con gli avvocati Giorgio Caroli, Vincenzo Del Prete, Simone Viva e Giuseppe Castelluzzo.

Davanti al giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce, i due uomini, che si sono sempre proclamati innocenti, cercheranno di respingere l’accusa di violenza sessuale di gruppo, assistiti dagli avvocati Fabrizio Mangia e Angelo Valente.

Stando alle carte dell’inchiesta condotta dalla sostituta procuratrice Rosaria Petrolo, un ragazzino di 15 anni con un lieve deficit nell’apprendimento, inizialmente, si sarebbe ritrovato ad assistere a momenti intimi della coppia e, in seguito, sarebbe stato invitato a partecipare. Ma, avendo rifiutato, avrebbe subito atti sessuali contro la sua volontà.  Gli episodi si sarebbero verificati tra febbraio e luglio del 2022.
Sempre nell’estate del 2022, in una occasione, i coniugi avrebbero insistito per far sì che un 14enne, il fratello di quest’ultimo e un loro amico, dormissero nel loro stesso letto, per poi allungare le mani nelle zone intime del primo.
Nel settembre dello stesso anno, i due finirono ai domiciliari con braccialetto elettronico, su disposizione della giudice Laura Liguori, ottenendo in seguito la libertà, ma con l’imposizione di non avvicinarsi alle persone offese. Queste ultime, ascoltate in sede di incidente probatorio, confermarono le condotte avute in casa dagli indagati, e le loro dichiarazioni furono anche oggetto di una consulenza che sancì la loro attendibilità.

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