Cronaca

File pedopornografici, nuove accuse per l'ex consigliere regionale Aurelio Gianfreda

Si aggrava la posizione di Aurelio Gianfreda, ex consigliere regionale dell'Idv, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. A Gianfreda, infatti, il pubblico ministero Carmen Ruggiero ha contestato anche i reati di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico

LECCE – Si aggrava la posizione di Aurelio Gianfreda, ex consigliere regionale dell’Idv, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. A Gianfreda, infatti, il pubblico ministero Carmen Ruggiero ha contestato anche i reati di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

La nuova contestazione è giunta oggi nel corso del giudizio abbreviato dinanzi al gup Annalisa De Benedictis, dopo l’ascolto del consulente nominato dal giudice: l’ingegnere Luigina Quarta, cui era stato conferito l’incarico di analizzare pc, rete wifi, supporti, telefoni, tabulati e celle agganciate. Dall’attenta analisi dell’esperto informatico sarebbero emerse alcune foto pornografiche che ritrarrebbero alcune giovanissime ragazze (non identificate). Immagini realizzate con un apparecchio dell’imputato.

Nuovi guai dunque per l’ex esponente politico salentino la cui posizione doveva, in teoria, essere sensibilmente ridimensionata dall’altro imputato, Cosimo Damiano Gravante, 57enne, suo collaboratore, che in un memoriale depositato dal suo legale, l’avvocato Paolo Cantelmo, si era assunto la responsabilità di quanto rinvenuto nello studio professionale condiviso con Gianfreda. Il 57enne ha patteggiato una pena di otto mesi.

Aurelio_Gianfreda-3L'inchiesta, partita da Trento, avrebbe evidenziato la presenza su un pc di materiale fotografico e video contenente scene di sesso con minorenni. Alcuni file-civetta (cioè, appositamente immessi per stanare chi naviga a caccia di tale materiale scabroso, una sorta di trappola) sarebbero stati scaricati su un computer del suo studio d’ingegnere, condiviso con, l’altro indagato, Cosimo Damiano Gravante, 57enne.

La polizia postale, seguendo le tracce informatiche, è quindi arrivata, nel maggio del 2011, anche nel suo ufficio e, dopo una perquisizione, ha sequestrato diversi supporti. In particolare “69 supporti ottici contenenti centinaia di foto e filmati”. Due Dvd sarebbero stati sequestrati allo stesso Gianfreda, oltre a un pc di Gravante.

Nel corso delle indagini il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Carmen Ruggiero, ha nominato due consulenti, Raffaele Colaianni e Valerio Catino, che hanno analizzato anche il tipo e la modalità degli accessi eseguiti sul router (lo strumento che consente il collegamento alla rete Internet) installato presso lo studio di Gianfreda a Poggiardo. La consulenza dei due periti risulta allegata agli atti d’indagine. L’imputato è assistito dall’avvocato Luigi Corvaglia.

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