Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Filobus, ok la prova "biglietto". Studenti e pensionati non tradiscono

Nonostante la fine del periodo di gratuità, la filovia non è stata abbandonata ma l'amministrazione ha l'obbligo di sciogliere subito due nodi: la chiusura del centro alle auto e l'attivazione della seconda linea

L'obliteratrice ora è anche sul filobus

 

LECCE – A giudicare dai primi numeri, l’introduzione del ticket sulla linea 29 – gratuita fino ad oggi – non ha scoraggiato gli utenti del filobus. Il perché è presto detto: si tratta in gran parte di studenti e pensionati, categorie cioè che non hanno accesso, per vari motivi, all’utilizzo dell’auto o delle due ruote e che anzi, sempre più numerosi, acquistano l’abbonamento al mezzo pubblico.

Dopo quattro ore di servizio e quattro corse effettuate, le due macchine obliteratrici di uno dei tre vettori circolanti (un altro è in riserva, in deposito) segnano 78 timbrature alle quali si devono aggiungere gli abbonamenti e i trasbordi di passeggeri che hanno già vidimato il titolo di viaggio su un’altra linea (la durata del biglietto è di 90 minuti). Come primo giorno, non sembra poi tanto male. Gli utenti tradizionali, insomma, non hanno tradito.

Che si paghi, lo sanno quasi tutti coloro che salgono a bordo. Chi non è al corrente, se ne rende conto quasi subito, vedendo gli altri viaggiatori. Certo, l’esborso è maggiorato, di 1 euro e 50 centesimi e la multa di 50 euro un ottimo deterrente. Nel giro effettuato, dall’inizio alla fine dei 5 chilometri del percorso, non si può certo dire che ci sia affollamento, ma nemmeno il deserto temuto alla vigilia. Al momento del massimo afflusso sono una dozzina le persone a bordo. Di più lo sono state nella fascia oraria che coincide con l’ingresso a scuola, anche se – riconosce l’autista, professionale e disponibile – molti studenti sono da oggi a casa, in vacanza o per preparare gli esami.

L’esperimento sul campo, insomma, non è stato un fallimento e il filobus ha retto alla prova del biglietto. Altro discorso è quello della sostenibilità finanziaria del servizio. Che abbia ragione chi ritiene che possa pesare fino a oltre un milione sulle casse comunali – come preventivò anche il direttore di esercizio recentemente scomparso, Pasquale Borelli, in tempi non sospetti – oppure chi, come l’ex presidente di Sgm, Gianni Peyla, pensa che ne bastino molti di meno, il contesto sembra piuttosto chiaro nei suoi presupposti.

obliterazioni 003-2Perché il filobus e in genere il trasporto pubblico non sia un servizio a perdere è necessario che venga massimizzato il suo utilizzo: per farlo l’amministrazione comunale deve assumersi – soprattutto dopo una vittoria elettorale schiacciante come quella del 7 maggio scorso – la responsabilità politica di “blindare” il centro, spostando sui bus la massa di utenti dalle auto che più di qualcuno continua ostinatamente a parcheggiare sotto l’ufficio o davanti al negozio prescelto. E magari approfittare dei fine settimana, almeno da aprile a ottobre, quando oramai Lecce viene sistematicamente assaltata da turisti e pendolari delle passeggiate sul corso, per abituare un po’ tutti all’idea che Lecce non può restare un paesotto nella mentalità e, allo stesso tempo, ambire ad essere centro turistico e universitario.

Ci vuole, per questo, un assessore forte politicamente che, tra le altre incombenze, appena nominato, avrà l’obbligo di varare l’attivazione della seconda linea, quella che percorrerà la circonvallazione. Altrimenti il ministero esigerà il rimborso del finanziamente erogato e per il Comune  sarà notte fonda, alla faccia del 63 per cento di Perrone. Basta guardare altrove per trarre ispirazione. I numeri di altre realtà simili per caratteristiche culturali e numerosità della popolazione, sono impressionanti al confronto con il capoluogo salentino: nel 2010 il Consorzio pisano trasporti ha ricavato 8 milioni 347 mila euro e ha trasportato, nel solo perimetro urbano, 3 milioni 331 mila persone, studenti, turisti e pensionati soprattutto.  

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