Inchiesta filobus e tangenti: Massimo Buonerba torna in libertà

Dopo novanta giorni, l'ex consulente giuridico di Palazzo Carafa, arrestato lo scorso 13 dicembre nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti legate al progetto del filobus nel capoluogo salentino, ha lasciato il carcere

Massimo Buonerba lascia il carcere di Borgo San Nicola (foto LeccePrima).

 

LECCE – Massimo Buonerba è di nuovo un uomo libero. Oggi pomeriggio, dopo novanta giorni di detenzione, l'ex consulente giuridico dell'allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, arrestato lo scorso 13 dicembre nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti legate al progetto del filobus nel capoluogo salentino, ha lasciato il carcere di Borgo San Nicola. Ad attendere il professore leccese, fuori dai cancelli dell’istituto di pena, il suo legale: l’avvocato Sabrina Conte. Impeccabile nel suo cappotto marrone, seppur provato dalla lunga detenzione, Massimo Buonerba ha riassaporato la libertà poco dopo le 15. L’ex consulente di Palazzo Carafa ha attraversato con compostezza e dignità il piazzale del carcere alle porte di Lecce, incurante del forte vento di tramontana e del peso di un borsone e due capienti buste in cui custodiva, oltre ai ricordi di quei lunghissimi novanta giorni, i pochi averi concessi dal rigido protocollo penitenziario.

La scarcerazione de professore leccese è avvenuta per decorrenza dei termini di custodia cautelare. L'accusa ipotizzata inizialmente nei confronti del professore leccese dalla Procura di Lecce (e per cui è stata emessa la misura cautelare dal gip Antonia Martalò) è di concussione. Lo scorso 29 dicembre, però, il Tribunale del riesame (presidente Silvio Piccinno, relatore Stefano Marzo, a latere Silvia Minerva) aveva derubricato il capo d'imputazione da concussione a corruzione (riducendo i tempi della custodia preventiva) e rigettato l'istanza di revoca della misura cautelare emessa nei confronti del professore leccese. "E' stata un'esperienza molto dura - ha commentato Massimo Buonerba -, ma la solidarietà e la grande umanità degli altri detenuti mi hanno aiutato a superarla. Ho scoperto che in carcere esiste un altro mondo". "Sono molto provato e al più presto mi sottoporrò a degli accertamenti di natura medica", ha poi aggiunto l'ex consulente, che si è detto comunque sereno per il prosieguo dell'inchiesta che lo vede come indagato.

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Secondo i magistrati salentini (titolari del fascicolo sono il procuratore Cataldo Motta e l’aggiunto Antonio De Donno), Buonerba avrebbe ottenuto dall'ingegner Giordano Franceschini, un altro degli indagati (già arrestato lo scorso 21 novembre e poi liberato dal Tribunale del Riesame), una cifra superiore ai 650mila euro, che avrebbe in cambi ottenuto l'incarico di progettista del filobus. Sono soprattutto le dichiarazioni del docente dell'Università di Perugia ad accusarlo. Inchiesta filobus: nuovo interrogatorio per Massimo Buonerba. L'inchiesta che è ha portato all'arresto dell'ex consulente giuridico della Poli è stata avviata in base a una segnalazione della Procura svizzera, che ha sequestrato due conti correnti (presso le banche svizzere Skb e Pkb) sospetti e riferibili a Buonerba, su cui  sono transitate cifre vicine ai 2 milioni e 800mila euro. Soldi, secondo l’accusa, legati a presunte tangenti. 

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